Autobiografia Totti 'Un Capitano', la presentazione al Colosseo: "Avrei voluto decidere quando smettere. Le polemiche? Ho scritto la verità" (FOTO)

27/09/2018 alle 20:22.
whatsapp-image-2018-09-27-at-22-05-24

DAL COLOSSEO EMANUELE ZOTTI - e gol. Sono queste le parole che inevitabilmente si associano alla figura di Francesco . Non a caso la gli ha dedicato i cori: “Un capitano, c’è solo un capitano” e “, , gol”. E dunque  l’autobiografia dell’ex numero 10 giallorosso, scritto dal giornalista de La Gazzetta dello Sport e Sky Sport Paolo Condò,  non poteva non intitolarsi “Un ”. Il libro, in cui ripercorre la sua carriera calcistica, spiega cosa significa essere la bandiera della Roma, rivelando tra l’altro retroscena sulle discussioni avute con Luciano e Franco Baldini al momento del suo ritiro dal calcio giocato, viene presentato oggi nel teatro simbolo di Roma come il Colosseo, in cui parteciperanno oltre 300 invitati.

(Foto Musacchio, Ianniello e Pasqualini)

23.14 - Parla a Sky Sport il direttore sportivo Monchi:

E' stata una serata bellissima, piena di cose che per me possono anche essere nuove. Ho vissuto un pezzo della carriera di Francesco come calciatore e ora sfrutterò il suo lavoro da dirigente.

Ha sempre sostenuto che può aiutare i giovani che si avvicinano alla Roma.
Tanto, come ha detto deve continuare ad imparare ma sicuramente ha potenzialità importanti per il futuro, per accompagnare i ragazzi che arrivano a diventare giocatori importanti

Il derby che significato ha?
E' qualcosa di diverso, ne ho vissuti tanti a Siviglia e si possono comparare parecchio. Non valgono solo 3 punti: è la vittoria del cuore e dei tifosi. Sono tanti i cuori fuori dal campo che rappresentiamo, non ci sono solo 11 giocatori

23.11 - , all'uscita del Colosseo, si ferma per firmare autografi ai tifosi.

23.10 - Bruno Conti parla a Sky Sport: "Non poteva esserci cornice migliore, è quello che si merita per quello che ha fatto come calciatore e come uomo. Dimostrava già da ragazzino che sarebbe diventato un fenomeno, è stata una serata emozionante. Ricordo che vidi per la prima volta un video di Francesco che giocava con la Lodigiani e tutti qui a Trigoria parlavano di lui, era già uno di livello quando lo prese Gildo Giannini, papà di Giuseppe". Conti parla poi in ottica derby: "Da romanista, specialmente in un momento delicato come questo, spero di fare risultato contro la Lazio. Non penso che la vera Roma sia questa. Sicuramente  saprà come uscirne"

23.00 - A Sky Sport interviene Marcello Lippi: "Con e gli abbracci sono sempre di un certo tipo: abbiamo vissuto momenti che hanno segnato la nostra vita. Oltre al Mondiale posso dire che mi ha impressionato la location. Ho incontrato persone che era da tanto che non vedevo. Prima di essere calciatori queste sono persone di grande valore. Lui ha legato la sua vita a una città e ai suoi tifosi. Il derby non ha favoriti, bisogna andare con i piedi di piombo"

Tornando su , a Lippi vengono chiesti dettagli sul suo colloquio con l'ex capitano dopo il suo infortunio nel 2006, che poteva costargli il Mondiale: "Non posso rispondere rapidamente a questa domanda (ride, ndr). Ci rimasi male perché mi si era infortunato uno dei migliori, la mattina successiva andai a rincuorarlo. - conclude - è tra i primi tre calciatori più forti che ho allenato. Ma non vi dico gli altri due"

22.50 - Termina l'evento.

22.44 - Interviene anche : "Devo fare i complimenti a Francesco perchè ho notato, da quando ero un suo compagno di squadra e un fratello maggiore fino ad ora che sono allenatore, che la sua forza è sempre stata la famiglia e sono convinto che lo è tuttora. Quando vedo Cristian a Trigoria, quando lo vedo agli allenamenti, mi fa sorridere: rivedo Francesco, timido, introverso ma con il sorriso. Ho detto subito alla dirigenza di fargli subito il contratto. E' bello vedere la famiglia attorno a lui"

"Come è cresciuto Francesco in questi anni?", chiede Condò. Risponde così il mister: "Secondo me ancora non è cresciuto. Deve ancora capire bene cosa fare da grande. Prima ha detto che non ha mai letto un libro, io gli consiglio di aprirne qualcuno, per capire cosa vuole fare. Deve avere maggiori conoscenze per fare il passo successivo. Ha tante conoscenze di vita e di campo, per poter diventare quello che vuole essere realmente deve fare qualcosa in più. Pian piano ci arriverà, lui sa riconoscere ed ascolta chi gli vuole bene"

22.40 - Parla il Mauro :  “Conosci ancora prima di conoscerlo veramente, era come un rumore, si parlava sempre di lui. Mi dicevo chissà quanti anni ancora potrò vederlo giocare. Ieri mi ha fatto scoppià un casino…(riferimento alla notizia delle possibili dimissioni di Baldini dal Comitato Esecutivo, ndr)."  replica in modo ironico: “Pensa se parlassi”.

"Ci sono campi in trasferta - prosegue - nei quali tirano i bambini, volano maglie, pennarelli, per fare una foto o un autografo con . L’anno scorso a Benevento, per uscire a fine primo tempo c’è stato un assalto terribile”.

22.35 - E' il turno di Claudio Ranieri lo introduce: “Prima che arrivasse alla Roma, c’erano due nomi sul tavolo: lui o Roberto Mancini. Mancini era in Europa, voleva vincere, noi senatori avevamo espresso la nostra preferenza. Poi la sera in TV leggo: “Allenatore della Roma Claudio Ranieri” Poi nella finale di Coppa Italia contro l’ non mi ha fatto giocare dall’inizio perché pensava al campionato. Ero nervoso, stavo in panchina con un susseguirsi di cose brutte che erano successe con Balotelli. Entrai mezz’ora dalla fine, l’avevo puntato, era un accumulo di anni e ho fatto quel gesto non da me. La colpa è stata del mister, avremmo vinto un’altra Coppa Italia se avessi giocato dall’inizio”. 

La parola passa all'ex tecnico giallorosso: “Tutti mi chiedevano di tornare ad allenare la Roma, ma io volevo girare per la città senza problemi. Ho trovato dei ragazzi in difficoltà, abbiamo cominciato a parlare romano. La squadra era forte e ha reagito.Tutti pensano che i grandi campioni mettano pressione sugli allenatori. I grandi campioni lo sono perché sanno rimanere al loro posto”.

22.30 - Sul palco anche Antonio Cassano: "Calcisticamente è il più forte con cui ho giocato, senza nulla togliere agli altri. Con lui parlavo la stessa lingua", dice . "Ci ha aiutato il fatto che eravamo sempre insieme, ci siamo conosciuti a fondo, in campo dimostravamo entrambi il nostro lavoro".

"Era il mio idolo - prosegue Cassano - Ho rifiutato la per giocare con lui, lui rappresenta ed ha fatto la storia del calcio. Non è che lo dico io perchè ci facciamo i complimenti, è la verità. Poteva vincere un paio di Palloni d'Oro, ha scelto di restare a Roma per restare fedele alla sua gente e alla sua squadra".

22.25 - La sequela di interventi prosegue con , ex compagno e ora della Roma: “Nei raduni delle nazionali inferiori eravamo spesso insieme, il ct Vatta mi metteva con lui. Per me non era un problema". “Per me sì, perché già parlava così”, ancora ironico . Poi prosegue: "Dovevo controllarlo e dargli l’esempio. Verso le 20.30 mi diceva di dover andar via ma di non preoccuparmi. Non abbiamo mai saputo cosa faceva, fatto sta che Vatta non ha mai saputo nulla".

22.15 – Tocca a Marcello Lippi, che parla dell’infortunio nel 2006: “Quel pomeriggio ebbi come una martellata sulla caviglia. Si era creato un gruppo fantastico. Entrai nella stanza d’ospedale e Francesco mi disse ‘mi dispiace’. ‘Mi dispiace di che?’ ho risposto io. Sapevo che sarebbe venuto, era meglio lui al 50% che tanti altri, lo dicevano tutti”.

“Il Mondiale è una delle cose più importanti per un calciatore - sottolinea -. Si era creato un grandissimo gruppo grazie al mister. A Coverciano mi allenavo mezz’ora in più, il mister lo faceva per farmi vedere quanto ci credesse”.

22.10 – Sul palco anche l'ex sindaco di Roma Walter Veltroni: “Quando c’è stato il problema con Poulsen, scrissi una lettera all’Uefa, cercando di ottenere una diminuzione della pena- ricorda Veltroni, anche questo un episodio citato nell'autobiografia - . Quando veniva in Campidoglio, dovevamo chiudere le porte. La cosa dell’Olimpico resterà nella storia, non è mai successo che per una persona che lascia lo sport ci sia una manifestazione d’emozione così. Tutti gli vogliono bene, è rimasto il ragazzo di Porta Metronia, ama la Roma. Avrebbe potuto vincere il Pallone d’Oro ma non avrebbe vinto l’amore delle persone”.

21.55 – Sul mancato passaggio al interviene anche l'ex ds Daniele Pradè: “Secondo me ci ha pensato, le parole di Rosella Sensi sono state categoriche, ma sarebbe stato un momento difficile perché lui aveva un solo anno di contratto. Invece fare quel rinnovo fu semplice, senza ostacoli. Ricordo bene anche la telefonata, che mi aspettavo. Il calcio era diverso e lo era anche lo spogliatoio: c’era un senso di identità forte ed eravamo amici. L'amicizia è non tradire e far capire ciò che si vuole. Sapevo che Francesco non avrebbe tradito e lo dissi anche al presidente Sensi”.

21.55 – Prende posto sul palco Rosella Sensi, tra l'applauso dei presenti in ricordo della madre Maria, recentemente scomparsa. . La Sensi parla del pranzo con Florentino Perez, episodio citato nell'autobiografia: “Ci chiese , papà pensava scherzasse. Quando ha capito che non era così ha detto ‘Francè, ndo vai? Tu resti con noi’. Era un dialogo come tra padre e figlio, a quel punto Florentino ha capito che non si sarebbe mai privato del figlio maschio che non ha mai avuto. Ha riprovato a portarlo al , ma sapeva che dalla famiglia Sensi quella firma non sarebbe mai arrivata”.

21.53"Quando entrasti nello spogliatoio e trovasti questo signore, quale fu l'impatto?", chiede Condò a . "Beh... Lo guardavo in maniera particolare. Poi ho smesso", replica. "Anche perché iniziavo a pensare male...", ribatte "Niente, oggi è molesto", la controreplica di .

Prosegue : " mi ha lasciato un'eredità leggerissima, ad ogni partita senti i tifosi che cantano "Un capitano" e ti giri, poi ti ricordi che non dicono a te...". "Un po' mi dispiace, infatti a chi mi chiama capitano gli dico che è Daniele ora!", risponde .

21.51 - Sul palco anche . "Daniele già si notava quando era in Primavera. Già si parlava di lui, di altri giocatori con grandi prospettive. Lui era sopra le righe, si parlava di più degli altri. Già si vedeva che aveva un grande futuro, da capitano. Ha fatto quello che ho fatto io, mi ha aiutato a camminare insieme", le parole di ."Cosa significa fare il dopo Totti? Un bel peso, e una grande responsabilità". "E cosa ha lasciato nello spogliatoio?", la domanda di Alvin, vj e presentatore dell'evento, alla quale replica con una battuta: "Niente, ho preso tutto".

21.40 - Prende la parola anche la sindaca Raggi: " è la Roma, un pezzo importante della storia della città di Roma. Ho scoperto che alle medie andavo alla scuola in cui andava lui, la Pascoli. Io non lo sapevo, ma già si parlava di lui". Il capitano replica divertito: "Ogni tanto ci andavo anche io a scuola"

21.30 - Dopo l'introduzione, prendono la parola e Paolo Condò, giornalista co-autore dell'autobiografia dell'ex capitano. “Ci abbiamo lavorato un anno intero - le parole di -. Non sono molto adatto a queste cose, ma piano piano mi sono aperto. Rivivere tutta l’infanzia, quando sono diventato maggiorenne, i giochi per strada… E’ stato emozionante". L'ex capitano ovviamente  il solito battutista: “Ma manco un aperitivo v’hanno portato?”. Poi aggiunge: “Dopo essere stato a 'Che Tempo Che Fa' la schiena mi è rimasta bloccata per 2 giorni, con quella sedia…”.

Eccolo! @francescototti #tottiuncapitano #compleannoconautobiografia

Un post condiviso da Francesca Benvenuti (@frabenve72) in data:

Un post condiviso da Umberto Gandini (@umbertogandini) in data:

21.28 - Il passaggio letto in questi istanti da Ward è tratto dal capitolo in cui racconta il lungo corteggiamento del .

21.20 - Evento iniziato, come già anticipato con la lettura da parte di Luca Ward di alcuni passi dell'autobiografia.

21.15 - Sempre prima dell'evento, ha rilasciato un'ulteriore intervista per le reti Mediaset:

Per i 25 anni ha festeggiato con la pizza negli spogliatoi di Trigoria, oggi festeggia con un'autobiografia al Colosseo.
Sono cose diverse, avrei preferito la pizza a Trigoria (ride, ndr). Ma tutto ha un inizio e una fine, sono felice di questi 25 anni trascorsi con la Roma. Ho pensato quando ho smesso di scrivere questa biografia, per parlare più del Francesco come uomo che del calciatore. Del calciatore erano tutti abbastanza esausti...

Tante belle storie ma anche qualche polemica, c'è chi ha letto e non ha gradito. Baldini ha addirittura minacciato le dimissioni.
Cose che succedono, diciamo. Quando fai un lavoro del genere devi dire la verità, non devi pubblicare un libro tanto per farlo. So a cosa andrò incontro, non ho detto nulla di eclatante. Gente che non sa cosa è successo può avere una visione diversa. Non voglio stare qui a litigare con tutti.

La voglia di rimettersi gli scarpini per dare una mano alla squadra c'è?
E' un pensiero normale, tutti i romanisti vorrebbero scendere in campo ad aiutare la propria squadra

(sport mediaset) - GUARDA IL VIDEO

21.11 - «Diventare un giorno presidente della Roma? Perché no, ma il futuro non lo so prevedere. Quello che è certo è che cercherò di fare sempre il bene di questo club, da presidente, vicepresidente o anche semplice collaboratore». , in una intervista esclusiva all'agenzia di stampa all'evento per la presentazione del suo libro «Un », racconta le sue aspettative per il futuro e l'amore che lo lega alla società giallorossa.

«Davvero stavo scomodo sul trono, mi faceva male la schiena e il giorno dopo pure le gambe...». L'ex capitano della Roma, nel giorno del suo 42esimo compleanno, spiega che l'autobiografia è stata scritta «per parlare di Francesco, dell'uomo più che del calciatore. Dovevo esternare, e mi piace tutto quello che abbiamo scritto. Come definisco il libro? Piacevole». Anche se non a tutti è piaciuto. Franco Baldini ad esempio sembra sul punto di lasciare il comitato esecutivo della Roma per alcuni passaggi presenti. «Ma io non speravo nelle sue dimissioni, spero non si arrabbi nessun altro. Non ho fatto questo libro per togliermi sassolini - sottolinea -. Non devo fare arrabbiare nessuno. Mi spiace se si alza un polverone, non voglio questo. Ho scritto la verità, non cavolate». E così sottolinea ancora una volta che «avrei preferito decidere con la mia testa il momento giusto per poter smettere. Avrei smesso comunque in quell'anno, ma in un altro modo sarebbe stato diverso». Titoli di coda sul derby in programma sabato con la Lazio: «È una partita molto sentita a Roma, diversa da tutte le altre. Spero che sabato arrivi una grande partita. Se dovessero farmi un bel regalo lo accetterei volentieri. La squadra spero possa dimostrare il proprio valore che è veramente alto. Affronteremo questa partita a testa alta senza avere paura di nessuno».

(ansa)

21.04 - Nell'apertura e nella chiusura dell'evento il doppiatore Luca Ward (che tra l'altro ha prestato la voce a Russel Crowe nel film 'Il Gladiatore', citato diverse volte nel libro di ) leggerà alcuni passi dell'autobiografia dell'ex numero 10.

20.59 - Presente anche la sindaca Virginia Raggi.

20.53 - ha parlato anche ai microfoni di Roma Tv: "Vincere lo scudetto a Roma è come vincerne 10 da altre parti. Mi avrebbe fatto piacere vincerne di più, ma il rispetto e la fiducia sono la cosa più importante che possa aver dato a questa gente"

Quando va negli stadi è più acclamato di prima, in passato la fischiavano.
Quando ero calciatore mi insultavano, ora vado in tribuna mi applaudono e ringraziano per tutto quello che ho fatto.

Stasera un evento che sarà anche di beneficenza
È una cosa basilare, tutto sarà devoluto al Bambin Gesù. Dobbiamo dare un forte contributo a questi bambini a cui cerchiamo di strappare un sorriso in più

20.52 - Arrivata anche Rosella Sensi

20.41 - Prima dell'evento, ha concesso un'intervista a Sky Sport. Queste le sue parole:

In questo posto meraviglioso, il Colosseo: il simbolo di Roma e quello della storia della Roma. Che emozione è?
E' un'emozione unica, sono davvero lusingato e onorato di questa serata così importante per me

Auguri, ma l'autobiografia è un bel regalo che si è concesso...
Accantoniamo il giorno del mio compleanno, conta la mia biografia, dove si parla più dell'uomo che del giocatore

Si aspettava le dimissioni di Baldini?
Non speravo questo, spero non si arrabbi nessun altro. Non ho fatto questo libro per togliermi qualche sassolino dalla scarpa, ma parlo di me.

Ha raccontato di tutto. Che derby sarà quello di sabato?
Sarà una partita a se come sempre, particolare e sentita. Spero che la squadra possa dimostrare il proprio valore. ci crediamo noi e ci credono i tifosi. Affronteremo questa partita a testa alta

Nel momento di difficoltà che c'è stato, cosa si è sentito di dover dire ai giovani che sono nella Roma?
Ho cercato di dare il mio contributo, in 25 anni c'è stata una contestazione l'anno... Se ne esce con serietà e compattezza, sono esseri umani anche loro e possono sbagliare ma in un gruppo si deve sempre dare di più.

Ha ipnotizzato 3 generazioni diverse: un libro che può affascinare tutti?
Lo spero, dai più piccoli ai più grandi. Racconto la mia infanzia, ero un ragazzo di strada, ora sono tutti tecnologici...

Un ragazzo di strada, diventato però leggenda...
La strada ti aiuta, ma era la realtà di vita di prima. C'era più amicizia e più verità.

Fino a quando avrebbe giocato, se avesse potuto scegliere?
Sicuramente avrei preferito decidere con la mia testa, con il mio fisico, il momento giusto per smettere. Lo avrei fatto ugualmente un anno fa, ma in altri modi. Sarebbe stato diverso.

20.40 - Arrivati anche altri ospiti: Marco Materazzi e il ct dell'Under 21 Gigi Di Biagio, seguiti dalla dirigenza giallorossa al completo. Ci sono il ds Monchi, Frederic Massara, Bruno Conti, il Mauro e anche l'ormai ex ad Umberto Gandini, che oggi ha annunciato la rescissione anticipata del suo contratto. Arrivato anche il tecnico giallorosso .

20:35 - Arrivano Claudio Ranieri, Vincenzo Montella e Daniele .

20:30 - Francesco su : "Mettetevi comodi, sto per raccontarvi una storia: la mia!"

Ore 20:24 - Giunto all'evento anche Antonio Cassano.

Ore 20:21 -Francesco raggiunge il Colosseo con la moglie Ilary e i figli Cristian e .