Da colpaccio a boomerang: è il rischio da non correre

08/05/2019 alle 08:11.
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La disgraziata stagione della Roma ha vissuto tanti momenti durissimi, ma quanto successo nelle ultime 48 ore se la batte solo con la due giorni che ha sancito l'esonero di e le dimissioni di Monchi. Se con quegli addii dopo l'eliminazione col Porto si è sfarinato il progetto di questa stagione, il pareggio a Genova che allontana la e il «No grazie» di , gelano i sogni per il prossimo anno. Con il seguito di accuse e polemiche. Destino beffardo: l'ambizioso e concreto tentativo, che nessun tifoso si sarebbe aspettato, di portare a Roma un top coach con ingaggio mostruoso, si è rivelato un boomerang. Perché la motivazione del no di agli occhi dei tifosi più critici, dimostrerebbe che la società non ha un progetto vincente e dunque convincente. (...) Il tecnico avrebbe voluto rifare ex novo la difesa, cambiare l'attacco e ritoccare il centrocampo (l'unico reparto di suo gradimento). Una spesa secondo lui impossibile, per consentirgli di coltivare la sua malattia: la vittoria. ha dato appuntamento a «prima o poi allenerò la Roma» non sapendo che quella promessa già sentita spesso da tra i tifosi assetati di presente, non va più di moda. Ora impera la delusione e qualsiasi piano B - che forse nella testa del club era il vero piano A - sembra un ripiego. Anche se si parla di Sarri (altra trattativa complicata, lunga e rischiosa) o di Gasperini, tecnico della super Atalanta. Che solo a pensare di essere considerato una scelta di riserva drizza il pelo come i gatti. (...) La società ora aspetterà un po' prima di sedersi a un altro tavolo, non può sbagliare o rischiare altri no. Ci si può permettere un anno senza ma non la disaffezione del proprio pubblico. Far disamorare un romanista è un'impresa più difficile che vincere uno scudetto: ma quest'anno la Roma tra errori, sfortuna e scelte altrui, sembra le stia tentando tutte per riuscirci.

(gasport)