Dalla passione per la Roma alla conquista del più alto riconoscimento nel mondo della mixology: il racconto del proprietario del Bar Leone, Lorenzo Antinori, che tra sacrifici e sogni realizzati ha vinto l’ambito premio di “Migliore cocktail bar del mondo 2025” della prestigiosa classifica stilata da The World's 50 Best Bars.
A migliaia di chilometri dall’Olimpico, nel cuore dell’isola di Hong Kong, c’è un locale che parla anche un po’ romano. Il Bar Leone è oggi uno dei locali più celebrati del panorama internazionale, premiato come migliore cocktail bar d’Asia e del mondo nel 2025. Ma dietro questo successo c’è una storia che parte da Roma e da una passione calcistica che continua a fare da filo conduttore: quella per la AS Roma. Il proprietario, Lorenzo Antinori, racconta a LAROMA24.IT il percorso imprenditoriale che si intreccia con la fede romanista, fino a rendere il locale un punto di riferimento per i turisti, gli abitanti e la comunità italiana residente a Hong Kong.
Lorenzo, ci racconti dove sei cresciuto e quali sono i ricordi di infanzia che ti legano alla Roma?
«Sono nato e cresciuto a Roma Nord, nella zona di via Cassia, e poi mi sono trasferito a via Igea, tra Balduina e Monte Mario, dove ho vissuto fino a quando mi sono trasferito all’estero nel 2010. I primi ricordi che mi legano alla Roma sono due: il derby vinto 3-0 nel 1994, con Mazzone in panchina, e la mia prima partita allo stadio contro il Brøndby nel 1995, ritorno degli ottavi di Coppa UEFA, quando riuscimmo a ribaltare il risultato dell’andata e a passare il turno».
Quindi la passione per la mixology, ossia il mondo dei cocktail, è nata dopo la passione per la Roma?
«Chiaramente sì. L’interesse per i cocktail è stato casuale ed è arrivato molto dopo.
Non avrei mai pensato di fare questo mestiere avendo studiato giurisprudenza all’università. Tutta la mia famiglia è sempre stata della Roma: da mio papà ai miei nonni; mio zio, che mi ha fatto conoscere lo stadio per la prima volta, è stato uno storico abbonato».
La passione resiste da tutti questi anni nonostante la distanza e il fuso orario?
«Non è facile, ma la passione è sempre viva. La Roma è come il primo amore di cui si rimane sempre infatuati; ti potrà fare anche tanti dispetti facendoti stare male ma rimane comunque una forte attrazione. Allo stesso modo noi romanisti ci siamo abituati a tante emozioni diverse, specialmente a quelle un po’ più amare negli ultimi tempi».
Quale percorso ti ha portato ad aprire oltre al Bar Leone di Hong Kong anche altri due locali in Asia?
«Dopo un’esperienza nel settore dell’ospitalità di lusso, nel 2023 ho deciso, insieme al mio socio, di aprire il Bar Leone a Hong Kong. La scorsa estate, poi, abbiamo poi festeggiato l’apertura di un nuovo locale sempre a Hong Kong, il Montana, caratterizzato da un’atmosfera ispirata alla cultura cocktail cubana. Lo scorso autunno, invece, abbiamo inaugurato anche una nuova sede del Bar Leone a Shanghai».
Bar Leone ha acquisito popolarità anche per l’atmosfera oltre che per i cocktail quindi? Gli stranieri si accorgono che c’è un tocco di romanità e di romanismo nel locale?
«Sì, sono vere entrambe le cose; sicuramente Bar Leone trasmette un senso di accoglienza e raffinata semplicità che viene percepita dal cliente, il quale si immagina di trascorrere del tempo nel soggiorno di casa di un amico o di un conoscente. Lo stile che abbiamo trasmesso al locale è stato senz’altro fondamentale a renderlo apprezzato. Nonostante il calcio qui in Asia sia meno presente, la maggior parte dei clienti riconosce i riferimenti giallorossi all’interno del locale; del resto i richiami al calcio e alla Roma non sono pochi: fotografie, gagliardetti, e poi la maglia di Totti all’ingresso non può passare inosservata».
E’ stato anche un punto di ritrovo per Italiani e romanisti prima di diventare un locale famoso?
«Di romanisti qui a Hong Kong non ce ne sono molti, ma per gli Italiani senz’altro. È stato sicuramente un punto di riferimento per molti Italiani residenti a Hong Kong, specialmente all’inizio. Poi, adesso, soprattutto dopo aver vinto il premio lo scorso anno, la clientela è cambiata, spostandosi molto sui turisti».
Se la Roma fosse un cocktail del Bar Leone, quale sarebbe?
«Sicuramente il Negroni, molto amaro ma con un fondo di dolcezza».
?Da #Roma a #HongKong, il miglior cocktail bar al mondo è romanista ?❤️
?La storia di Lorenzo Antinori: “I clienti riconoscono i riferimenti giallorossi. La maglia di Totti non passa mai inosservata” ?
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