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LIVE - Coronavirus, Lega Serie A: "Ripresa quando le condizioni sanitarie lo permetteranno". Ceferin: "Club belgi rischiano esclusione dalle coppe". La Premier non ritornerà ad inizio maggio: chiesto il 30% dei salari. In Turchia stop fino a giugno

03/04/2020 alle 18:10.
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Con l'emergenza Coronavirus che prosegue, gli organi più importanti del calcio studiano un modo per riprendere l'attività, soprattutto dopo la conference di ieri tra il Ministro Spadafora e le varie federazione sportive. Questi gli aggiornamenti Live:

AGGIORNA IL LIVE

21.45 - Anche Neymar scende concretamente in campo e mette mano al portafogli per fornire il proprio sostegno economico alla lotta contro la pandemia da coronavirus. L'asso brasiliano del Paris Saint-Germain ha donato 5 milioni di real (circa 900 mila euro): la cifra è stata suddivisa fra l'Unicef e un fondo aperto da alcune celebrità del mondo dello sport e dello spettacolo. La donazione era avvenuta in un primo momento in forma anonima, ma la trasmissione brasiliana Fofocalizando l'ha resa pubblica. Resta il bel gesto di Neymar, spesso criticato per i suoi atteggiamenti dentro e fuori dal terreno di gioco.

19.55 - Al termine dell'assemblea della Lega Serie A andata in scena oggi pomeriggio in conference call, la Lega ha rilasciato il seguente comunicato: "Si è svolta oggi pomeriggio l'Assemblea della Lega Serie A, alla presenza di tutte le Società collegate in video conferenza. In riunione è stata rappresentata la posizione emersa dal tavolo di lavoro tra UEFA, ECA e Leghe Europee svoltosi ieri. Riguardo alla possibile disputa delle restanti partite di Serie A TIM e di Coppa Italia la Lega Serie A considererà la ripresa dell'attività sportiva quando le condizioni sanitarie lo permetteranno, attenendosi, come ha sempre fatto, ai decreti del Governo e tenendo in primaria considerazione la tutela della salute degli atleti e di tutte le persone coinvolte. Nell'affrontare i diversi scenari, che restano tuttora incerti, la Lega Serie A, con la partecipazione dei rappresentanti delle Società, proseguirà nei prossimi giorni, attraverso i tavoli di lavoro già costituiti, ad analizzare l'impatto e le conseguenze del Covid-19 a livello medico, economico, normativo, sportivo e di risk assessment per i Club e la stessa Lega Serie A.

E' stata infine attivata oggi la pagina istituzionale sul sito della Lega Serie A (http://www.legaseriea.it/it/weareoneteam) per raccontare, attraverso la campagna WEAREONETEAM, il contributo delle Società a supporto delle strutture ospedaliere, dei Medici, degli Infermieri e di tutto il Personale ospedaliero, ogni giorno in prima linea in questa sfida contro il coronavirus".

(legaseriea.it)

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19.40 - L'emergenza coronavirus che sta devastando la Spagna presenta un conto salatissimo al mondo del calcio. Lo conferma la presa di posizione della Liga che raccomanda alle società di presentare un 'Expediente de Regulacin Temporal de Empleo' (Erte), ossia di tagliare gli stipendi dei propri tesserati. L'annuncio è di oggi ed è arrivato tramite un un comunicato ufficiale diffuso dalla massima Lega spagnola: «Dopo avere analizzato le circostanze attuali del settore, e considerato che resta una grande distanza con la posizione dell'Assocalciatori - si legge - consideriamo necessario adottare delle misure speciali in vista della grave crisi economica che il COVID-19 sta causando nel mondo del calcio». «Per questo - conclude - si raccomanda a tutti i club della Liga di presentare un Erte per la riduzione salariale dovute a cause di forza maggiore». Finora, si sono avvalsi dell'Erte il , l'Espanyol e l'Atletico .

(laliga.com)

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19.30 - Ospite di #CasaSkySport l'allenatore del , Roberto De Zerbi, che ha parlato dell'emergenza Coronavirus e dell'eventuale ripresa del campionato: "Non ero abituato a stare a casa, ma è una situazione obbligata. Io sono di Brescia e sto passando questi giorni a casa. La situazione è fin troppo distante la realtà. Abito vicino l'ospedale e il numero di elicotteri che trasportano malati è incredibile. La situazione è tragica. Ci sentiamo ogni giorno al telefono con i giocatori, chiaramente chi è con la famiglia è avvantaggiato. Mogli e figli ti permettono di stare meglio. C'è qualcuno che è solo e finirà questo periodo solo senza andare a casa. Per loro siamo un po' più preoccupati. Cerchiamo di stargli vicino il più possibile. Si allenano comunque". "Bisogna capire se si riprenderà il campionato. Siamo per riprendere, chiaramente se ci sono tutte le condizioni. Serve avere rispetto per chi non c'è più. Non è un problema il ridursi lo stipendio. Io ho sempre avuto la fortuna di avere calciatori intelligenti. Bisogna capire se questi soldi servono a finanziare tutto il sistema calcio", ha aggiunto.

(Sky Sport)

18.45 - Il tema degli stipendi dei calciatori è stato quello trattato più a lungo nel corso dell'assemblea della Lega Serie A che si è svolta nel pomeriggio. Dopo un paio d'ore di riunione in conference call, a quanto si apprende, non è emersa una linea definita. L'intenzione sarebbe quella di portare avanti il dialogo con l'Assocalciatori, che nei giorni scorsi ha respinto la proposta della sospensione dei pagamenti per quattro mesi mettendo sul tavolo un congelamento di un mese solo. Non sono emerse novità sulla possibile ripresa dei campionati.

(ansa)

18.40 - Anche il COO (Chief Operating Officer) della Roma Francesco Calvo ha parlato della possibilità di riprendere i campionati: "Fatta salva la priorità del paese che è quella di uscire da questa situazione di emergenza dove il calcio non è certo la priorità assoluta, però siamo anche consapevoli di quella che è l’importanza sociale che il calcio ha e quanto sia un elemento di svago per le persone. Per cui c’è la volontà - in questo il calcio europeo si sta dimostrando unito - di riprendere tutti e di portare alla conclusione i campionati. Questo parte dall’Uefa che ha spostato le competizioni europee e le gare delle nazionali, per cui si vuole riprendere. Quando è al momento ancora una scommessa perché a botte di decreti la situazione continua a cambiare molto velocemente. Consideriamo che ci vogliono tra le 3 e le 4 settimane per permettere la riatletizzazione dei giocatori. Questo è quello che ci spiegano i nostri medici. Ci sono varie bozze di calendario su cui si sta discutendo, ma l’idea è giocare tutto il mese di giugno e di luglio. Poi se si parte un pochino prima del mese di maggio o un filo dopo, ma insomma c’è grande disponibilità dei giocatori e delle istituzioni a cercare di spostare la scadenza classica del 30 giugno, della stagione sportiva, dell’anno fiscale, delle scadenze dei contratti con gli sponsor, con i giocatori, con le televisioni, tutto scade il 30 giugno, lo si vuole spostare almeno al 30 luglio"

"Poi allo stesso modo l’Uefa con tutte le leghe europee e i club sta lavorando al calendario della prossima stagione, perché qualsiasi ritardo avremo in questa stagione, poi c’è anche un impatto sulla prossima stagione. Però insomma la priorità del mondo del calcio è che, una volta risolta l’emergenza in cui noi italiani ma tutti i paesi europei stanno avendo, è quella di ripartire, per cui di portare a conclusione i campionati. Nonostante poi si legga sui giornali che alcuni paesi hanno deciso di non andare avanti, alcune discipline, anche in Italia, hanno deciso di sospendere tutto, il calcio credo sia diverso ma proprio per l’importanza sociale che ha, per il numero di tifosi e di affezionati. Per cui, quando si potrà fare in assoluta sicurezza, la volontà è proprio quella di ripartire", ha concluso.

(Roma Tv)

18.30 - La partita di League tra Olympique Lione e ha accelerato la pandemia in Francia, e anzi potrebbe essere stato il «focolaio zero» della diffusione del coronavirus, almeno nella zona del Rodano. Lo sostiene il medico lionese Marcel Garrigou-Grandchamp, citato oggi dall'Equipe. Il medico aveva scritto già il 31 marzo sul sito della Federazione dei medici francesi sostenendo che «il calcio è stato un acceleratore di contagio». La partita si è giocata il 26 febbraio scorso, ragiona il dottore francese, che cita ampiamente opinioni di colleghi italiani, ed «esattamente 2 settimane dopo si è verificata una 'esplosionè di casi Covid-19 sul Rodano, come mostrato dalla curva che confronta il numero di casi registrati nella regione dell'Alvernia Rodano-Alpi a livello di 3 dipartimenti: Isère, Alta Savoia e Rodano. Chi difeso il mantenimento della partita, con l'arrivo di 3.000 Tifosi a Lione, ha sostenuto che 'Torino non è la Lombardia", il che è una stupidaggine: il club torinese porta sostenitori da tutta Italia e anche oltre».

18.25 - Lunedì 6 aprile alle ore 11 prosegue l'Assemblea di Lega B tenuta aperta in queste settimane in modo da seguire costantemente l'evolversi degli effetti dovuti all'emergenza Coronavirus. Su piattaforma online il presidente Balata condividerà con i club le risultanze dei tavoli aperti con la Federazione e con altre componenti dove la Lega, con il suo presidente, il e il Consiglio direttivo, ha portato proposte economiche e organizzative per la salvaguardia della categoria e del sistema, sempre nel rispetto della tutela della salute, delle prescrizioni dettate dal Governo e delle autorità medico scientifiche.

18.00 - Alla rete televisiva tedesca è intervenuto il presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, che ha attaccato la decisione della federcalcio belga di chiudere il campionato e assegnare il titolo al Club Brugge. Ieri, inoltre, l'Uefa, l'Eca e le leghe europee hanno inviato una lettera ai propri membri raccomandando di non sospendere i campionati nazionali: «Non credo che questa sia la decisione giusta. La solidarietà non è una strada a senso unico. Non puoi chiedere aiuto e decidere da solo cosa ti si addice meglio. E devo dire: i belgi e quelli che potrebbero considerare di fare lo stesso, stanno rischiando la loro partecipazione alla competizione europea del prossimo anno». «Il calcio non è assolutamente la stessa cosa senza tifosi, ma è sicuramente meglio giocare a calcio senza fan e riaverlo in televisione, piuttosto che niente - ha aggiunto - . Questo è ciò che la gente vuole, che restituiscano loro energia positiva a casa. Probabilmente sarà luglio o agosto. Non possiamo giocare a settembre o ottobre».

(ZDF)

17.40 - "E' un momento brutto, ci auguriamo finisca al più presto. La situazione è ancora grave, bisogna continuare a rispettare le regole per far sì che tutto possa finire il prima possibile. Ne usciremo più forti perché daremo più importanza ad una camminata al parco, al tempo in famiglia. La quotidianità è importante, è la lezione più grande in questo momento'', Antonio Candreva racconta le proprie impressioni di questo momento d'emergenza durante la videochiamata pubblicata sui social dell'. ''Il calcio mi manca tantissimo. Mi manca l'allenamento, la squadra, i tifosi e la partita. L'emozione che dà lo stadio non ha paragoni E' però bellissimo poter stare in famiglia. Facciamo il lavoro più bello del mondo - racconta - ma restare in famiglia 24 ore su 24 capita solo d'estate e vivere la quotidianità in modo diretto e vicino fa piacere. Veder crescere giorno dopo giorno mio figlio è importante e non spesso accade''. E il pensiero corre anche al padre che vive a Roma e sta affrontando un momento difficile: ''Sono un uomo che non fa sapere molto della propria vita privata, mio papà da un anno sta combattendo contro un brutto male e lo sta facendo alla grande. Lo abbraccio e gli sono vicino''.

17.00 - "Appena possibile torneremo in campo. Sappiamo che il calcio è una distrazione per tutti e cercheremo di far passare due ore di spensieratezza ai tifosi. Ci saranno tante partite da giocare, penso che verrà presa la soluzione migliore per non compromettere la stagione in corso e quella successiva". Lo ha detto il terzino del Giovanni Di Lorenzo, intervistato dall'emittente radiofonica. Il difensore azzurro si allena a casa come i compagni, aspettando il rientro a Castel Volturno: "Ci sentiamo tra di noi - dice - ma lo spogliatoio ci manca. Riprenderemo quando sarà tutto ok. Da parte nostra non c'è tutta questa preoccupazione. La società ci ha messo a disposizione tutti gli strumenti per poterci allenare e mantenere uno stato fisico adeguato. Ci alleniamo e cerchiamo di farlo bene. Dispiace dal punto di vista sportivo perché stavamo facendo dei buoni risultati, stavamo imparando quello che ci chiede il mister, dispiace aver interrotto questo momento".

(Kiss Kiss )

16.30 - La Premier League non riprenderà all'inizio di maggio. Questa la comunicazione fornita sul sito ufficiale del campionato inglese. La data della ripresa viene valutata dalle parti interessate di giorno in giorno, ma al momento una ripresa all'inizio del prossimo mese è da escludere.

I club si consulteranno inoltre con i propri tesserati per valutare insieme la possibilità di una riduzione degli stipendi del 30%.

(premierleague.com)

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16.10 - "La possibilità di negare il titolo al Liverpool? Beh, avrebbero ragione a lamentarsi, però la cosa che più importa in questo momento è la salute delle persone. Bisogna pensare solo a questo e seguire le direttive dei Governi, restando a casa". Così Carlo , in un'intervista pubblicata dal quotidiano francese, riguardo la possibilità che la Premier possa non completare il proprio percorso, causando l'annullamento dei risultati fino al momento della sospensione per il coronavirus. non si dice "preoccupato per il futuro", si definisce invece "calmo", invitando ad "aspettare". "Dovremo però cambiare il nostro stile di vita - aggiunge l'allenatore dell'Everton -. È triste vedere tanti morti, questa situazione tuttavia trasformerà la società: ci saranno relazioni diverse e più umane. Mai come adesso ci si rende conto di quanto sia importante il rapporto con una figlia o con la moglie. In questi giorni c'è più comunicazione nelle famiglie rispetto a quando stavamo solo con la faccia davanti al telefono. La natura ci ha lanciato un segnale ed è arrivato il momento di fermarci per un po'. Questa situazione, inoltre, contribuirà a rendere tutti i sistemi sanitari più efficienti di quanto non lo fossero prima", conclude il tecnico.

(L'Equipe)

16.00 - Il Borussia Dortmund rende disponibile lo stadio come centro di trattamento del coronavirus, a partire da domani. «Il nostro stadio è il fiore all'occhiello della nostra città. È un punto focale per quasi tutti a Dortmund e l'area circostante e, grazie alle sue qualità tecniche, infrastrutturali e architettoniche, è il luogo ideale per aiutare attivamente le persone che sono state infettate dal coronavirus o che presentano sintomi correlati come problemi respiratori e febbre. È nostra responsabilità e nostro desiderio fare assolutamente tutto ciò che è in nostro potere per garantire che queste persone ricevano aiuto», ha affermato il , Hans-Joachim Watzke

15.30"Speriamo, rispettando le regole, di uscire presto dall'incubo". E' l'auspicio del difensore della , Nikola Milenkovic, che è intervenuto al Tgr Toscana. "In questo momento ho molta paura, non tanto per me stesso, ma per chi conosco, per la mia famiglia e per tutte le persone - ha continuato il serbo -. E' successo tutto così rapidamente, è un virus letale". E, mentre prosegue la raccolta fondi per gli ospedali di Careggi e Santa Maria Nuova di Firenze, promossa dalla e dal presidente Rocco Commisso (superata quota 750.000 euro), Dusan Vlahovic, sulla piattaforma gofundme, ha postato: "Tutto andrà bene, sono il primo tifoso di tutti quelli che stanno combattendo questo virus, ma devo anche ringraziare tutti i medici e gli infermieri che stanno facendo un lavoro straordinario. Continuiamo la campagna organizzata dal nostro patron contro il Covid-19". Il giovane attaccante serbo, classe 2000, è stato il primo giocatore viola a risultare positivo al test nelle scorse settimane, seguito da German Pezzella e da Patrick Cutrone. In tutto il club viola ha avuto finora 12 contagiati compresi medici e dipendenti.

14.15 - Daniel Maldini, contagiato da Coronavirus come emerso negli ultimi giorni, in questo momento sta bene e non presenta sintomi. A comunicarlo è proprio il calciatore aggregato alla prima squadra del Milan in una diretta : "Ora sto bene, non ho più sintomi del virus e proseguo con i miei allenamenti".

14.10 - Un club di Premier, di cui non è stato reso noto il nome, sarebbe tanto deciso a portare a termine la stagione da esser pronto a disputare le rimanenti partite in Cina, dove l'emergenza Coronavirus ha passato la sua fase più acuta. Le società inglesi perderebbero circa 800 milioni dai diritti tv e, stando a quanto riportato dalla rivista, tutti i club sarebbero d'accordo a proseguire, anche se la provocazione delle ultime partite in Cina arriverebbe da un solo club.

(theathletic.com)

13.50 - Il dirigente del Bayern Monaco, Karl-Heinz Rummenigge, ritiene che la crisi del coronavirus influenzerà il mercato dei trasferimenti nel calcio, e lo ha scritto nell'ultimo numero della rivista per soci del club. «Ogni crisi rappresenta un'opportunità. Da molto tempo, i prezzi dei trasferimenti e degli stipendi dei giocatori si stanno evolvendo ad un ritmo insalubre. Il coronavirus e la crisi globale che seguiranno porteranno a quello che 'più costoso, più velocè, almeno a fermarsi», ha spiegato Rummenigge sulla rivista. «L'offerta e la domanda regoleranno e riequilibreranno il mercato dei trasferimenti», ha affermato il direttore del club. Nell'editoriale «51», Rummenigge ha anche riconosciuto la cura con cui la società sta affrontando la situazione attuale. «C'è un rallentamento nella vita. E il calcio deve anche affrontarlo dando l'esempio, con disciplina. Naturalmente, tutti coloro che amano il nostro sport vogliono tornare sul campo il più presto possibile», ha continuato Rumennigge, pur riconoscendo che nessuno può prevedere quando accadrà. «Quando arriverà il momento, in stretta collaborazione con la politica, ovviamente, il calcio può contribuire al lento e prudente ritorno alla normalità», ha affermato. Tuttavia, ha anche sottolineato che la salute al momento è al primo posto. Rummenigge ha anche parlato della difficile situazione economica che sta colpendo il calcio. «Al momento, i redditi di tutti i club sono ridotti quasi a zero. Ciò influisce anche sul Bayern Monaco», ha aggiunto. «Ma siamo molto fortunati ad aver accumulato alcune riserve negli ultimi anni. Questo è esattamente ciò che ci consente di essere di supporto in questa grande crisi. I forti devono sostenere i deboli», ha detto.

13.40 - Il Presidente del Coni Giovanni Malagò è intervenuto anche ai microfoni dell'emittente radiofonica. Queste le sue parole:

"Per rispondere alla domanda se si possa rivedere una partita il 20 maggio, deve prima essere confermato il discorso del capo della Protezione civile: perché il problema non è solo la partita, ma che nelle squadre non ci siano infetti. Quindi, prima si devono fare dei tamponi".

"L'altra questione - ha proseguito Malagò - è che queste partite non si giocano in un'unica città. Che il 16 o il 20 maggio avremo una libertà di manovra diversa lo auspichiamo: ma da lì ad andare in aeroporto tre volte a settimana la vedo dura".

"Se è possibile che dal calcio arrivi un fondo per salvaguardare gli altri sport? La risposta è che oggi il calcio ha tanti problemi, come le altre federazioni, che si deve appellare piuttosto alle istituzioni. Oggi il mondo del calcio non è nelle condizioni di poter aiutare gli altri"

"Forse si poteva fare prima o forse anche domani, - aggiunge Malagò - ma per giungere a una cosa del genere servono dinamiche diverse dalle esigenze di oggi"

(Radio Punto Nuovo)

13.15«Stiamo tutti bene, è un mese che siamo confinati in casa ma dobbiamo continuare a rispettare le regole, mentre in Francia vedo che c'è ancora troppa gente in giro». Il difensore del Torino, Koffi Djidji, si racconta tra aneddoti personali e di squadra al canale Les Rivistes. «Sul gruppo WhatsApp riceviamo ogni giorno il programma - dice a proposito degli allenamenti in casa -, io cerco di fare quello che posso tra le mura della mia abitazione». Poi, su compagni e avversari: «Il Gallo Belotti è molto introverso, il giocatore più forte contro il quale io abbia giocato è stato Dybala - ha aggiunto Djidji - mentre noi difensori diamo sempre ascolto a Nkoulou, è come fosse una guida. Derby? È una partita speciale: quando arrivi allo stadio c'è già tantissima gente, senti i colpi sul pullman mentre ti avvicini all'Olimpico. È un qualcosa di impressionante».

13.05 - La maggior parte dei giocatori dell'Anderlecht accetterà di ridursi lo stipendio, ma un gruppetto di loro non sembra per ora intenzionato a farlo. È quanto scrive l'edizione online di Hln, che rivela anche un particolare inedito sulle vicende interne del glorioso club belga impegnato in una trattativa con i giocatori per realizzare un pò di risparmi, sollecitando la rinuncia a una mensilità di stipendio. Secondo il sito belga Vincent Kompany, fresco di rientro nel club dopo 11 anni al Manchester City, viste le difficoltà della trattativa, si sarebbe offerto di compensare personalmente gli importi mancanti. I recalcitranti sarebbero sopratutto giocatori senza un futuro nel club, i quali ritengono non spetti a loro dare un aiuto finanziario alla società. Ma al club sono fiduciosi che «tutti alla fine avranno buon senso».

13.00 - Il campionato turco non riprenderá prima di giugno. È quanto si apprende dalla Federcalcio turca che in una nota apparsa sul sito ufficiale ha spiegato come la situazione verrà rivalutata nel corso del mese di maggio, in base alle indicazioni del Comitato scientifico e del ministro dello Sport.

(tff.org)

11.40 - Il vicepresidente AIC Umberto Calcagno,  soffermandosi sulla ripresa della Serie A: "Bisogna tornare in campo: meglio chiudere tardi che passare i prossimi mesi in tribunale. I calciatori faranno la propria parte ma non possono essere gli unici a pagare. Il sistema non è equo ed è l’occasione per renderlo sostenibile. Chi punta a terminare adesso la stagione forse lo fa per risparmiare su qualche stipendio ma sarebbe un dramma sportivo. Per ripartire noi chiediamo che vengano effettuate visite di idoneità a tutti i calciatori come succede a inizio stagione, con esami ulteriori per chi ha avuto il Covid”

(corsport)

10.35 - Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha rilasciato un'intervista alla Rosea:

Come interpreta il decreto che prolunga il lockdown al 13 aprile? Il calcio può ripartire? Che cosa è giusto fare?

Non c’è una verità. Capisco chi dice che sarebbe bello giocare al più presto per finire il campionato. Poi però leggo le ragioni di presidenti che preferirebbero pensare già alla prossima stagione e non me la sento di dargli torto. Il calcio a porte chiuse, con 40 gradi all’ombra con 2 o 3 partite alla settimana… Al momento non la vedo facile, ma capisco chi vuole provarci. Sto constatando, però, che uno dopo l’altro i campionati degli sport di squadra stanno chiudendo.

Tampone per tutti prima di ripartire?

"Per forza! Un eventuale positivo bloccherebbe tutto di nuovo. E attenzione, perché se potranno farlo i calciatori dovranno poterlo fare tutti, altrimenti chi arginerà le polemiche?"

(gasport)

10.30 - Di fronte alla FIGC e a tutte le componenti del calcio riunite virtualmente in via Allegri, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ieri ha parlato ancora una volta della ripresa dello sport: "Non vi posso garantire alcuna data per la ripresa dell’attività, ma se dopo il 13 aprile verrà allentata 'la chiusura', allora si potrà ricominciare con gli allenamenti singoli. Gradualmente e con tutte le cautele"

(tuttosport)