SKYSPORT - Walter Samuel, "Muro" della difesa che conquistò l'ultimo scudetto giallorosso, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. L'attuale collaboratore tecnico di Lionel Scaloni nell'Argentina ha analizzato il momento della Roma di Gasperini, le possibilità di titolo e il futuro in nazionale dei talenti argentini della rosa, Dybala e Soulé. Ecco le sue parole.
Tu hai vinto uno scudetto a Roma. Hai sensazioni simili per questa squadra? C'è qualcosa che ti ricorda la tua esperienza?
"Sinceramente speriamo, anche se è ancora presto. Però vedo tantissime cose buone in questa squadra. Le squadre di Gasperini creano sempre tante occasioni davanti, lo hanno sempre fatto. Penso che debbano mantenersi su questi livelli fino a marzo: è lì che si decidono gli scudetti, almeno per quella che è stata la mia esperienza".
Nella Roma ci sono Soulé e soprattutto Dybala, rientrato in Europa. Visto il tuo ruolo con Scaloni, li state seguendo? C'è spazio per un posto al Mondiale?
"Noi non possiamo chiudere la porta a nessuno, ci mancherebbe, stiamo parlando di grandissimi calciatori. Paulo (Dybala, ndr) sta rientrando dall'infortunio e continuiamo a guardarlo, anche Matias (Soulé, ndr) lo conosciamo bene. Vedremo più avanti cosa deciderà il mister. Adesso abbiamo una pausa lunga per vedere le partite, anche se a noi piacerebbe allenare i giocatori in campo, ma dobbiamo aspettare e vedere come vanno in questi mesi perché fino a marzo non abbiamo competizioni".
In Italia fatichiamo a trovare numeri 10 dopo Totti, mentre l'Argentina ne produce sempre tanti. È questione di talento o di libertà di osare?
"Penso che per me, da piccolo, lo specchio fosse Maradona, mentre adesso per tanti ragazzi lo specchio è Leo Messi. Quindi quasi tutti, quando vanno a scuola calcio, vogliono imitare quei giocatori. Forse quando arrivano in Europa, chi da noi gioca trequartista qui viene messo un po' più a destra... Però la cosa importante è lasciargli la fantasia negli ultimi metri. Uno può aiutarli tatticamente in difesa, perché la squadra sia ordinata, ma alla fine la qualità dei giocatori è la cosa più importante".
Sull'Inter c'è il lavoro di Chivu, che conosci benissimo. Come giudichi il suo operato?
"Con Cristian abbiamo condiviso tante esperienze sia a Roma che all'Inter, lo conosco bene e abbiamo fatto anche il corso allenatore insieme. Sono contento che sia lì, è molto preparato. Ha capito che non c'era bisogno di cambiare tanto, perché la squadra era già arrivata in finale di Champions e aveva lottato fino all'ultima giornata. La cosa principale era entrare nella testa dei giocatori per continuare a competere".
Anche Nico Paz del Como sta facendo bene. È pronto per il salto di qualità?
"Il salto di qualità penso lo abbia già fatto l'anno scorso e ora si sta riconfermando. Noi abbiamo cercato di inserirlo piano piano, parlando anche con il loro mister. Ci sta dando tanto ed è un ragazzo su cui contiamo per il futuro della Nazionale. Ci ha stupito in questi due anni perché è un trequartista che corre tanto".
L'Argentina è sempre favorita per il Mondiale?
"Noi abbiamo fiducia nei nostri giocatori, questa è la cosa principale, però siamo coscienti che tante nazionali sono ben attrezzate. Adesso ci sarà il sorteggio e dobbiamo aspettare chi ci tocca. Anche la vostra Nazionale, penso che se riesce a passare, nessuno vorrà trovarsela contro. Il Mondiale è una competizione di un mese, contano i dettagli".




