
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - La mossa spiazzante alla Friedkin potrebbe per paradosso essere addirittura l'annuncio in stile hollywoodiano di Ancelotti. Ma oggi non è come ieri, quando annunciarono Mourinho, perché all'epoca Mourinho non si stava giocando tutto come ora l'allenatore del Real Madrid. E oggi più di ieri le difficoltà della Roma dettate dalla linea di Nyon sono molto più evidenti rispetto al 2021.
Attenzione però a non sottovalutare un aspetto. Nella città in cui persino Ranieri, uno che bada al sodo, disorienta i partecipanti al Fantaformazione che alla vigilia delle partite si prodigano per azzeccare l'undici titolare, come si possono ostentare certezze su nomi da aggiungere o da depennare, i cui destini dipendono dal presidente? Come si arriva a dire "questo non verrà mai" "quest'altro non è mai stato chiamato"? Spesso la rischiosa perentorietà è causata dalla fretta di fare prevalere presunte logiche che nella Roma da cinque anni vanno sistematicamente a ramengo. Soprattutto dopo la conferenza stampa della settimana scorsa, che sembrava avesse tolto dubbi e invece ha aggiunto nomi, perché avendo detto Ranieri che i nomi fatti fino a quel momento andavano tutti esclusi, si è raschiato il fondo del barile cercando di rifare la griglia di partenza coi meno nominati, aggiungendo poi dettagli più o meno realistici per avvalorare le fresche candidature.
Prima della conferenza stampa, in molti davanti in chiusura la trattativa per Gasperini. Post parole di Ranieri, gli stessi che erano certi dell'atalantino, invece che svelare retroscena su come fossero arrivati all'atalantino, si sono prodigati per smentire l'arrivo di Allegri. Strani incastri. Per un weekend nonsense, in cui lo sport preferito nazionale è stato l'annuncio al contrario, al grido "Allegri non verrà". Questo vizio della perentorietà che trasforma informazioni in sentenze, non è semplice da togliere. Al punto che ora in molti tornano a parlare di Allegri. Spesso perché l'ozio è il padrone dei vizi, e l'ozio notoriamente impigrisce, il fisico e le menti.
Quattro anni fa dicevi Mourinho e via di luoghi comuni, per spiegarti i motivi che non lo avrebbero mai condotto a Roma. E via con la Roma di Sarri, coi campetti in cui scrivere titolari e riserve e staff tecnico. Mancava solo l'indirizzo di dove avrebbe alloggiato. Sappiamo come è andata a finire. Chi diceva Mourinho era forte delle notizie che aveva, ma usava cautela. Chi non aveva notizie ostentava certezze, che si sono schiantate con un modo di ragionare, quello di Friedkin, che più passa il tempo e più non si riesce non a comprendere, ma ad accettare.
Da Mourinho in e poi out a De Rossi out, passando per l'addio della Souloukou, ogni volta che c'è una notizia forte sulla Roma, si rimane tutti con un palmo di naso. Basterebbe questo recente storico per evitare persino di depennare il nome di Ancelotti, figuriamoci quello di Allegri. E addirittura quello di Gasperini. Si prende atto delle smentite di Ranieri, ma non ci si deve fermare alle smentite di Ranieri.
Per Allegri mancherebbe l'ok definitivo del presidente, gli ambienti di mercato che contano, e non quelli improvvisati, vanno in questa direzione, da due mesi, da quando ci sarebbe stato il primo punto di contatto. Primo e non ultimo. L'allenatore livornese oggi considera la Roma più stimolante del Milan. Ma questo varrebbe anche per Conte qualora lasciasse Napoli, per Mancini che già a novembre sarebbe arrivato a piedi, e per Sarri. Manco a dirlo per Pioli, che col Milan ha chiuso e a cui oggi non dispiace che il suo nome torni a circolare perché potrebbe essere ai titoli di coda la sua esperienza d'oro in Arabia. Per Gasperini sarebbe mancata l'intesa sui piani tecnici. Usiamo il condizionale, perché non ci sentiamo così importanti per dire questo sì questo no ostentando certezze, o di smentire in modo quasi sprezzante le informazioni altrui.
Perché sarebbe utile anche quest'anno provare umilmente a prendere atto del modo di ragionare degli americani, che nella stragrande maggioranza dei casi col calcio c'entrano come i cavoli a merenda, ma finché nel calcio opereranno non possono essere considerati un optional da sacrificare sull'altare delle certezze che proprietà passate e vecchi dirigenti concedevano a chi si prodiga per comporre i mosaici.
In the box - @augustociardi75