LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Finalmente perché un attaccante così doveva arrivare ad agosto. Finalmente perché, concedetelo al sottoscritto, speravo da cinque anni che lo ingaggiasse la Roma. Malen è ciò che serviva alla Roma. E mentre parte della piazza si distraeva insultando senza motivo Raspadori, "reo" di non avere scelto la Roma, scelta da traditore secondo chi indora la pillola per fare credere che sia sempre colpa di qualcun altro (procuratori, calciatori, dirigenti, fidanzate, padri e madri) quando la Roma vende o quando buca un acquisto. Vecchio giochetto, sgamato, in voga anche con la passata proprietà. Malen è un ottimo innesto. Uno che sa mandare al manicomio i difensori avversari, perché non dà punti di riferimento, è adrenalinico, frenetico nei passi, è veloce, guizzante, non un gigante ma fastidiosissimo perché è potente ed elastico. Se riceve palla in posizione decentrata per naturale ricerca della porta si accentra. Non è un cavallone a cui affidare il pallone a centrocampo. È una prima punta moderna da ultimi venticinque metri. Che può giocare anche accanto a un'altra prima punta, ma quando si decentra non ci si deve aspettare Lookman o Soulé. Perché rimane una prima punta, uno che ha confidenza con il gol, che quando riceve il pallone non ha bisogno della frazione di secondo da dedicare al pensiero perché è istinto puro che si fida della capacità balistica. Col tiro secco e preciso, forte, sia sotto porta sia dalla media distanza. Da ragazzino nel PSV sembrava un predestinato. Un serio infortunio al ginocchio rallentò la crescita ma non gli ha mai annacquato il talento. Infortunio perfettamente superato, senza strascichi. Malen non ha mantenuto tutte le promesse, non è diventato un top player per valori assoluti, ma può esserlo per il campionato di Serie A. È tutto ciò di cui aveva bisogno la Roma. Che ha colpevolmente impiegato sei mesi per centrare finalmente un obiettivo valido in attacco dopo mezzo anno di equivoci e ritardi gravi. Che sono anche costati la Coppa Italia alla Roma. Ma meglio tardi che mai. Malen ha solo un difetto. Il cognome. Perché si presta a giochi di parole, battute e ipotetici titoli che hanno già ammorbato prima ancora dell'annuncio ufficiale.
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