LR24 (AUGUSTO CIARDI) - Con Falcao e Liedholm è andata alla grande, con Ottavio Bianchi bene ma poteva andare meglio, con Capello e Batistuta sempre alla grande, con Mourinho inutile parlarne per evitare le solite polemiche oramai noiose e ammorbanti.
Ora tocca a Gasperini. Bisogna fidarsi di chi sa come si fa. Soprattutto quando chi sa come si fa è forestiero. Tanti romanisti domenica avrebbero mandato in campo la Primavera. Capirai, il piagnisteo aveva come al solito preso piede. Tutti a scommettere sul giallo a Mancini, Ndicka e Wesley o sull'infortunio di Malen. Menomale che l'allenatore della Roma è Gasperini, che li tiene in campo novanta minuti più recupero.
Gasperini sa come si fa. Roma no. Perché ha dimenticato come si fa ad andare in Champions League senza snobbare le coppe europee, e perché di trofei ne ha vinti pochi. Quando a Roma soggiornano i vincenti, bisogna dargli le chiavi di Trigoria.
E se li avessero ammoniti? Avrebbero giocato, contro la Juventus, Rensch, Ziolkowski e magari avrebbe arretrato Cristante. Non sono stati ammoniti, quindi ha contribuito al loro autocontrollo. E tanti saluti ai cultori del Mai 'na gioia, quel piacionesco modo di pensare che ci sia sempre una tragedia sportiva dietro l'angolo, una comfort zone che impigrisce ed è priva di ambizioni, che come le religioni può servire per spiegare ciò che non siamo capaci di dimostrare.
In the box - @augustociardi




