Quel baffo di rossetto non va subito cancellato

26/11/2018 alle 09:16.
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IL MESSAGGERO (P. MEI) -  L'importante è partecipare: questa volta non è l'ipocrisia dello sconfitto. Perché un baffo di rossetto sulle guance di un campione o meno di calcio, la grande virgola sotto l'occhio destro di Federica Pellegrini in attesa di tuffarsi ancora per i suoi 200 metri di nuoto e d'oro, la performance di Cristina Chirichella e Paola Egonu per giocare la partita di tutti delle ragazze terribili della pallavolo contro la violenza sulle donne, sono segnali di civiltà. Sì, non è normale che sia normale. Peccato che spesso queste cose si chiudano con la giornata per e che le buone intenzioni se ne vadano a mezzanotte come Cenerentola, perdendo per le scale la scarpetta. Rosso sangue. Una bella cosa fuori dal coro, anzi da quei cori che s'alzano insultanti da certi spalti. E che, per la verità, non sono soltanto contro e i napoletani. E non per questo sono meno razzisti.

 
C'E' PURE DI PEGGIO - E c'è pure di peggio nel mondo: come la partita non ancora giocata (né giocabile a breve termine) fra Boca e River a Buenos Aires con scene, se non di guerra, almeno di guerriglia.

 
E FU SUBITO CLAUDIO - Anche in Premier il cambio di manico funziona: arriva Ranieri, scrittore di favole, e il Fulham vince immediatamente contro il Southampton, nel giorno in cui Sarri perde la prima.

 
IL SORPASSO - Il Parma di Gervinho, detto Mocho per la non chioma ai tempi giallorossi, sorpassa la Roma di Schick, che non è l'unico responsabile (ce n'è ovunque: sulla fascia, in difesa, a centrocampo, in panchina e alle scrivanie), anche se il web impietoso lancia con i suoi haters un aridatece e i Maneskin proclamano torna in campo. So' tornati i tempi cupi? Se Roma piange, non ride: e domani sera s'incrociano.

 
TUTTO NERO - È davvero così all black, tutto nero per il rugby azzurro? Sessantasei a tre, All Blacks-Italia, è sconfortante. Non basta lo spavento da Haka, il canto neozelandese, a spiegarlo. A proposito: a Udine qualcuno intonò la Haka?

 
SCORDARELLI - Chi ha dimenticato di invitare Jury Chechi alla festa per i 150 anni della ginnastica italiana? Presidenti e onorevoli si stringevano le mani (scriveva Trilussa a proposito del dopo guerra: se vedranno li sovrani che se scambiano la stima, boni amichi più de prima, so cuggini e tra parenti nun se fanno complimenti) e Jury commentava da lontano arrivederci tra 150 anni. Ma forse è solo una questione di account Ci sono volte in cui gli account non tornano.