Roma, il progetto è pieno di buche

08/05/2019 alle 07:44.
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IL MESSAGGERO (P. MEI) - La città e la squadra che ne porta il nome s'assomigliano, una metafora dell'altra. Navigano verso la decadenza e perfino il disamore dei romani e romanisti stessi. Stiamo mettendo in ordine i conti, dicono dal Campidoglio: sarà, ma poi la monnezza ci assedia, e quando le sfuggiamo rischiamo di cadere in una buca. Anche il triangolo Trigoria-Londra-Boston stava mettendo a posto i conti, sposando il totem della plusvalenza. Non ho mai visto un sacco di soldi segnare un gol disse una volta Johan Crujyff. Se poi servono solo a tappare buchi, o almeno così si dice, può finire anche peggio. Può succedere che resti fuori dalla (e può succedere), e allora altro che le buche di Roma! Una voragine. Ma non è questo il peggio. Dov'era il Progetto, parola che ha velato infiniti insuccessi, un rosario di più anni? C'è un senso in Luis Enrique, cui successe la bandiera Zeman a furor di popolo o per tenere sopito quel furore? E poi Andreazzoli di tampone (quel derby perduto), l'invenzione che le cantò chiare, il cavallo di ritorno di , che male si coniugò con l'addio di probabilmente da programmare e condurre in porto con altro percorso, e , e il sor Claudio amatissimo, chiamato a metterci una toppa, ancora un disastroso buco. La leggete la sequenza: dov'è un Progetto in questo rosario di scelte? Il rosario, semmai, era quello dei giocatori che d'urgenza o in extremis venivano mandati al loro destino ed al buon destino di dove andavano.

VITTORIE ZERO - Una squadra che, se a citarla non generasse troppi rimpianti, sarebbe da vedere dritta dritta in qualche finale, anche di . Sì, ci fu quella fiammata della notte contro il , ma poi? Gli altri qualcosa vincevano, la tantissimo: la Roma nulla. Nulla di nulla. Lazio, Milan e , in ordine alfabetico, qualcosa hanno messo in bacheca. Ci prova l'Atalanta- Era questo il progetto perdente, e qui è da usare la minuscola? Deve essere stato questo, se , che dice di avere la vittoria nel sangue, quel che per qualche giorno è servito a mettere in disparte la delusione della stagione, ha annunciato il suo no. sarebbe andato a prenderlo all'aeroporto, disse. E pure quelli che non lo avevano in simpatia, in fondo si turavano il naso, come diceva Indro Montanelli in altre elezioni. Poteva essere l'inizio, questo sì, di un Progetto. E invece appare ai più la firma sotto un contratto di disamore. Perché città e squadra con il suo nome sono allo stesso bivio: Torino è tornata a fiorire con i Giochi del 2006 e la imbattibile in Italia e il Cuore Toro hanno fatto il resto; Milano s'è rifatta il look e s'è rivitalizzata con l'Expò, e San Siro, anche con la speranza che cinesi e americani facciano la loro parte, è sempre pieno: Ma Roma senza Giochi che potevano essere e senza squadre che regalino un po' di speranza, si sta buttando giù. Sta piano piano (e neppure troppo piano) scendendo la china. Quel che non fecero i barbari, fecero i Barberini, si diceva un tempo alludendo alla decadenza di Roma. Quel che non fecero i Barberini, fecero gli americani? E' probabile che il disamore del magnifico popolo giallorosso non guarirebbe neppure se ora arrivasse Guardiola o comprassero , visto che Cristiano Ronaldo l'hanno comprato gli altri. L'amara ironia dice pure che ormai c'è perfino poco da vendere con plusvalenza adeguata. Il problema è che i romanisti hanno perduto anche l'ironia rugantina che li ha nutriti per secoli: pesa il macigno di non ci sono le condizioni scagliato da . Ahimé, non ci sono.