Aldair: "Roma è amore, fede e vita. Gasperini può fare grandi cose, bisogna credere nello scudetto"

30/11/2025 alle 09:31.
everton-roma-legends-aldair

CORSPORT - Aldair, leggenda della Roma, ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna del quotidiano nel giorno del suo sessantesimo compleanno. Tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura nel club giallorosso e sul big match di oggi contro il Napoli. Ecco le sue parole: «Questa città è tutto per me. Amore, fede, vita. Non potevo che festeggiare qui il grande traguardo».

Uno in particolare?
«Due, in realtà. Il Mondiale che ha dato felicità a un intero Paese, e lo scudetto perché ha scatenato un popolo. Romanisti e brasiliani si somigliano tanto, per questo è stato facile, 35 anni fa, scegliere la Capitale».

Tredici anni d'amore, ma ci sono stati del momenti in cui la Roma è sembrata più lontana?
«Una volta mi cercò il Tottenham, un'altra volta invece l'Inter, con cui firmai addirittura un pre-contratto. Nel 1999 non riuscivo più a sostenere gli allenamenti di Zeman, ma Sensi si infuriò perché voleva che restassi. Mi propose un triennale contro il biennale dei nerazzurri. Rimasi e fu una fortuna per tutti».

Il rapporto con Franco Sensi?
«Bello, sincero. Quando si trattava di parlare del contratto, a volte era un po' duro: non voleva perdermi per nessun motivo. Ma a livello personale è stato sempre gentile con me».

Roma-Napoli?
«Sarà una partita favolosa, tatticamente interessante, tra due squadre aggressive e piene di qualità. Difficile fare pronostici, il sogno naturalmente è uno solo e a tinte giallorosse».

Wesley?
«È bravo, è già cresciuto moltissimo. Aspettiamo però a paragonarlo ai big brasiliani del passato. Deve migliorare la fase difensiva, ma è un giocatore dal grande futuro».

Mancini e Ndicka?
«Mi piacciono entrambi, insieme sono fortissimi perché si completano. Ndicka mi somiglia di più, è veloce e scaltro negli anticipi, ma anche Mancini è forte».

Gasperini?
«È bravissimo, capace. La piazza era diffidente all'inizio, ma i risultati ottenuti gli hanno permesso di lavorare in serenità. Può davvero fare grandi cose alla Roma».

Il domandone finale sulla Roma e lo scudetto...
«Bisogna crederci. Bisogna sempre puntare al massimo, specie quando sei davanti a tutti in classifica. Fuori da Trigoria magari è meglio veicolare un altro messaggio, fanno bene a tenere il profilo basso, ma dentro devono convincersi di poterci riuscire. Le altre squadre stanno tutte li, non vedo una favorita o qualcuno nettamente più forte della Roma. È un campionato equilibrato al vertice e la Roma ha la possibilità di arrivare più in alto di tutti».