Roma tre stagioni da calciatore e cinque da allenatore, alla Juventus sei in campo e due in panchina: sedici anni in totale che rendono Fabio Capello la voce più adatta a raccontare e analizzare i due club che - classifica alla mano - sono designati per contendersi fino alla fine della stagione il quarto posto in Serie A che vale l'ultimo, fondamentale, pass per la prossima edizione della Champions League.
La Juventus ha pareggiato, la Roma ha perso: Capello, secondo lei cosa si portano a casa le due squadre dopo l'ultimo turno di campionato?
«La Roma ha disputato un brutto primo tempo contro l'Atalanta. Non sono d'accordo con Gasperini che sostiene di aver avuto all'inizio di match delle situazioni favorevoli: alla Dea è stato annullato un gol in modo per me discutibile
le - visto che Hermoso ha sbagliato un controllo senza essere sotto pressione - e poi c'è stata l'occasione di Zalewski per andare sul 2-0, tutto solo contro il portiere in uno contro uno. Nella ripresa, invece, ho rivisto la Roma: una squadra con grandi potenzialità. Se le voci di mercato venissero confermate e il club riuscisse a trovare i calciatori che cerca, si potenzierebbe molto, perché già ora - dalla porta a centrocampo - ha uomini di primissimo livello».
Quanto pesano per Gasperini le sconfitte contro Juventus e Atalanta?
«Mi ricordo che quando ero l'allenatore della Roma, nel 2000-01, perdemmo 4-2 a Bergamo e fummo contestati tremendamente dai tifosi, che entrarono nel centro sportivo di Trigoria durante l'allenamento. Però poi portò bene (ri-de, ricordando la vittoria dello scudetto, ndr)».
Quindi non c'è da disperarsi..
«Assolutamente no».
(gasport)
Fabio Capello ha rilasciato un'intervista anche al quotidiano spagnolo e si è scagliato duramente contro l'operato degli arbitri. Ecco le sue parole.
Al Real Madrid ha vinto due Liga (1996/97 e 2006/07) e successivamente abbiamo saputo che in quegli anni il Barcellona pagava il vicepresidente degli arbitri: cosa pensa dello scandalo del caso Negreira?
"Cosa vuoi che ti dica? Hanno cercato di fermarci, ma non ci sono riusciti... Pensa allo sforzo che abbiamo dovuto fare, alla forza di quella squadra e al merito che abbiamo. Se pensi che vincere sia sempre un merito, dopo questo vale ancora di più. Abbiamo vinto contro tutti!".
Lei scherza, ma in realtà è una cosa molto grave. In Italia c'è stato uno scandalo simile, “Calciopoli”...
"Ma il Barcellona non ha pagato, attenzione. Con questa storia di Negreira non è successo nulla. In Italia abbiamo agito. Ho vinto due titoli con la Juventus e ho entrambe le medaglie a casa mia, ma la squadra è stata retrocessa in Serie B...".
Questo non mette in buona luce la giustizia sportiva del mio Paese...
"Assolutamente no. Se è successa una cosa così grave e la reazione è: “Dai, è stato solo uno scherzo...” Di cosa stiamo parlando?".
A proposito di arbitri, ci sono sempre più polemiche sull'uso del VAR...
"Lasciamo perdere. Questo è un argomento che mi fa arrabbiare molto...".
Non si può esportare l'arbitraggio all'inglese nel campionato spagnolo o italiano?
"No, gli arbitri sono una mafia. Non vogliono coinvolgere nel VAR ex giocatori, che conoscono il calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi o per aiutarsi... E spesso prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quelle dinamiche. Un giocatore viene toccato al viso, si butta a terra e fischiano. Ma perché fischiate?! Se io sono alto 1,90 e l'altro 1,75, quando mi muovo il mio braccio è all'altezza del suo viso, perché fischiate? Questa cosa mi fa impazzire".
Quindi lei crede che i problemi si risolverebbero mettendo un ex calciatore al VAR...
"Mettine uno che stia lì e dica all'arbitro: “Beh, a me non sembra rigore, o forse sì”. Con la UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati fischiati dei rigori, le hanno riviste ex giocatori ed ex allenatori: 6 di queste erano rigori e 14 no".
(marca.com)
In relazione alle dichiarazioni riportate nell’intervista al quotidiano spagnolo Marca, Fabio Capello precisa che quando, in riferimento agli arbitri, ha usato il termine “mafia”, lo ha fatto solamente per chiarire che la classe arbitrale italiana opera come una organizzazione estremamente chiusa, che molto raramente accetta veri momenti di confronto e non appare disponibile a far entrare nelle “sale VAR” sportivi o ex sportivi che non facciano parte della medesima classe arbitrale, come da lui suggerito più volte in dichiarazioni pubbliche, e ampiamente chiarito nel proseguo dell’intervista. Fabio Capello coglie l’occasione per rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità sempre dimostrata dagli arbitri italiani e della categoria in generale. Fabio Capello esprime anche il proprio rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata.




