Con una regolarità inquietante, i social sono ciclicamente soliti ribollire di indignazione a caso. [...] Io li chiamo i "tifosi Moige": sono quelli convinti che uno stadio sia una Chiesa e uno sportivo un esempio (da quando? Per chi? De che?). Non di rado, il "tifoso-Moige" e uno che, mentre si scandalizza per qualche bestemmione di questo o quello, contemporaneamente vota partiti e candidati che rubano, delinquono, evadono e condonano (ma in quel caso chi se ne frega: tanto mica delinquono a Wimbledon o comunque in diretta televisiva). L'ultimo caso della saga "sport & politicamente corretto" riguarda lo scontro verbale tra Palladino e Gasperini, rispettivamente allenatori di Atalanta e Roma, al termine della partita di sabato sera vinta dai bergamaschi. Stando ad alcune ricostruzioni satiriche apparse sui social domenica, rilanciate per esempio da Calciomerato.it su Facebook e X, sarebbe accaduto quanto segue: "Se ve lo foste persi, ieri Gasperini ha chiamato Palladino 'terrone col filler". I post sono poi scomparsi, quindi evidentemente la notizia non era vera, ma nel frattempo la polemica si era innescata a prescindere. [...] Dunque: Gasperini non ha detto quelle parole (odiose). Immaginiamo però, giusto come mero spunto di riflessione, che le abbia dette. La storia del calcio è piena di scazzi verbali. [...] Detto e ribadito che insulti simili sono tanto vomitevoli quanto condannabili, non è che stiamo esagerando? Non è che stiamo sovradimensionando a) l'importanza dei soggetti in campo (letteralmente) e b) la gravità dei fatti contestati? In primo luogo: chi se ne frega di quel che dice Allegri o (non) dice Gasperini! Da quando un allenatore o un tennista, con tutto il rispetto, sono divenuti addirittura modelli comportamentali? [...] In secondo luogo: i social, e con essi l'onnipresenza di microfoni e telecamere, ci stanno rincoglionendo anche su questo fronte. Nello sport (calcio soprattutto) episodi simili sono sempre accaduti. Sempre. E non ce n'è mai fregato nulla. Perché? Perché prima sapevamo tutto, ma non lo vedevamo. E ci andava bene: occhio non vede, cuore non duole. Il tifoso era "ipocritamente connivente". Ora invece è regredito al livello "comare di Bocca di Rosa": dispensa buoni consigli come Gesù nel tempio e si scandalizza solo per le facezie. [...] Questo gusto morboso per l'indignazione fine a se stessa è gratuito, ipocrita, noioso e insopportabile: diamoci un taglio, dai.
(A. Scanzi - Il Fatto Quotidiano)




