Ormai la Serie A assegna uno scudetto e tre "scudettini", e ci riferiamo agli altri tre piazzamenti utili per entrare in Champions League. I milioni della competizione europea più ricca imbellettano i bilanci rabberciati e consentono di operare sul mercato senza lucrare troppo sull'euro in più o in meno. Entrare in Champions è diventata l'unica cosa che conta. L'Inter ha lo scudetto in tasca e si è già qualificata alla Champions 2026-27. Il Napoli secondo quasi: la squadra di Antonio Conte ha otto punti di vantaggio sul quinto posto, un margine di alta sicurezza, a quattro giornate dalla fine. Il Milan è terzo, a più sei su Como e Roma quinte, e per non centrare l'obiettivo dovrebbe incartarsi contro Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari. Resta da decidere la quarta eletta, volata in cui le contendenti sono tre: Juve 64, Como e Roma 61. Tre squadre in tre punti, una distanza minima visto che restano 12 punti disponibili. Sabato pomeriggio Como-Napoli sarà un passaggio cruciale. Per Cesc Fabregas la vittoria appare quasi obbligata: il giorno dopo la Juve ospiterà il Verona e lunedì sera la Roma se le vedrà con la Fiorentina, due impegni molto più agevoli. In caso di pareggio o di sconfitta, il Como potrebbe staccarsi dal trenino. Fabregas ha il vantaggio della leggerezza mentale ma fin qui non l'ha sfruttato. Anzi, il Como ha rallentato nel momento in cui si è affacciato al balcone del quarto posto. Una vittoria contro il Napoli renderebbe molto credibile la candidatura del Como, anche perché, scollinato Conte, il calendario degli azzurri del lago avrà le sembianze di una discesa libera: Verona, Parma, Cremonese. Di una discreta agenda godono anche Juve e Roma, ma Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini dovranno districarsi tra i derby, la Roma alla penultima e la Juve all'ultima.
Partite rognose, in cui le motivazioni possono colmare i dislivelli tecnici. Allegri e Gasperini hanno quasi l'esigenza che Conte faccia loro il regalo di fermare il Como, perché poi Fabregas centrerà probabilmente un tris da nove punti. La Juve ha un bisogno vitale della Champions. La Roma non gioca la Champions dal 2018-19, prima del Covid, una vita fa. Se Gasperini riuscirà nell'impresa di riportarvela, il dispiacere che molti tifosi provano per il distacco da Claudio Ranieri scemerà ai minimi termini. Se guardiamo al campo, non c'è dubbio che il Como sia la più definita delle tre, il gioco di Fabregas si sviluppa in automatico. Spalletti ha gettato le fondamenta, la semina garantirà bei frutti nella prossima stagione. L'urgenza impone un raccolto anticipato e la cosa è possibile perché la juve oggi è squadra. Il barbaro Gasperini ha battuto l'imperatore Ranieri. Se andrà in Champions, si prenderà Roma, e questa di per sé sarà una spinta mostruosa.
(gasport)




