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Dall'entusiasmo al gelo: storia di un rapporto che non è mai decollato

24/04/2026 alle 11:37.
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Mercato, infortuni, scelte. E poi atteggiamenti e filosofie diverse. Insomma, il rapporto tra Gasperini e Ranieri non è mai decollato. Anzi, nonostante di screzi veri e propri non ce ne sia traccia («Le sue parole mi hanno sorpreso, perché tra noi non ci sono mai stati questi toni», ha detto Gasp alla vigilia della sfida con l'Atalanta, riferendosi alle frasi del senior advisor prima di Roma-Pisa), l'entusiasmo iniziale si è trasformato presto in freddezza e poi in gelo. (...) A Gasp non andava giù la scarsa presenza e il poco supporto di Ranieri e perché al senior advisor non sono mai piaciuti certi suoi comportamenti. Iniziando proprio dalle "lamentele" del tecnico sul mercato e le tante incomprensioni con il direttore sportivo Ricky Massara, con le stesso Ranieri a fare spesso da mediatore: prima nella trattativa saltata per Rios (e la scelta di El Aynaoui), poi nella caccia al trequartista sinistro e nella telenovela Sancho (proprio mentre Massara stava per chiudere Rowe, con lo stesso Ranierí che nei giorni scorsi ha detto: «Su Sancho abbiamo perso solo tempo») e infine nella scelta di Ferguson. E poi l'altro punto di scontro: il progetto. La Roma voleva puntare sui giovani, esattamente come Gasperini. Almeno all'inizio, visto che in Inghilterra il tecnico disse: «Il club ha deciso di cambiare strategia rispetto al passato e l'idea di provare a vincere a Roma facendo crescere i ragazzi è la sfida che mi ha convinto ad accettare». Poi, però, Gasp ha voluto alzare l'asticella strada facendo. (...) Nel frattempo, però, è arrivato anche il mercato invernale e i toni e i confronti sono diventati sempre più duri, in particolare sulle trattative legate a Zirkzee e Raspadori, ma anche sullo sbarco finale di Vaz e Venturino. A lenire le ferite - in parte - è arrivato invece Malen. «Mettetevi d'accordo: volete una Roma Under 23 o la Charnpions?», ha chiesto Gasp a Udine, dopo la sconfitta. La domanda era ai giornalisti, ma in realtà riferita alla società. (...) La dirigenza è sempre stata poco convinta di alcune letture tattiche del tecnico, oltre che pensierosa sui tanti infortuni muscolari (anche se Gasp ha sempre sottolineato come non fossero poi così tanti). Il tecnico, invece, si è sorpreso del silenzio del club su alcuni presunti torti arbitrali (come nelle sconfitte contro Genoa e Como), irrigidendosi per le scelte dello staff medico, che secondo lui ha frenato troppo sul recupero di alcuni giocatori (Koné e Wesley), gestendo male i casi Dybala, Ferguson e Dovbyk. Fino al botta e risposta del pre e post Roma-Pisa. Il vero punto di non ritorno.

(gasport)