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È l'impresa di Gasperini (e Ranieri)

26/05/2026 alle 09:04.
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Champions League. Dopo sette anni trascorsi tra un cambio di proprietà, dirigenti che andavano e venivano, allenatori che saltavano con cadenze autolesionistiche, giocatori che si erano trasformati nella banda del sesto posto, delusioni e amarezze. Tutto azzerato dalla vittoria a Verona, ventitreesimo successo in campionato, che ha consentito a Gasperini e ai suoi discepoli di superare quell'asticella che il tecnico aveva alzato dal primo giorno che era sbarcato a Trigoria, arrivando a quota settantatre punti, per un terzo posto finale che basta e avanza per tornare a sentire quella musichetta che ci piace tanto. È la Champions di una tifoseria che mai sola mai, anche a fronte di un divieto che negli ultimi mesi ha impedito alla gente romanista di seguire come avrebbe voluto la sua squadra. (...) È la Champions di un gruppo che non ha mai mollato, che ha seguito il suo guru con un'ubbidienza tattica fondamentale per poter ora fare festa. È la Champions di Malen, arrivato a gennaio per curare il mal di gol con cui la Roma aveva fatto i conti per tutto il girone d'andata. Ne ha fatti 14 in 18 partite, è stato devastante in quel ruolo di centravanti che da altre parti gli era sempre stato negato. È la Champions di Dybala, un fuoriclasse d'altri tempi, capace con i suoi piedi di regalare poesia calcistica e chissenefrega se gioca una partita sì e una no, un campione che adesso firmerà un prolungamento per continuare a sognare in grande. È la Champions, consentiteci di scriverlo, di Claudio Ranieri che sarà pure stato licenziato, ma che ha voluto il Gasp a Trigoria così come il ds Ricky Massara al quale bisogna dire perlomeno grazie per la dedizione e l'onestà nel suo lavoro, portando giocatori come Wesley, Malen, El Aynaoui. (...)

(La Repubblica)