Da quando Gian Piero Gasperini ha vinto la "sfida" interna con Claudio Ranieri, tra botta e risposta e tensione continua, la Roma è un treno in corsa. E tutti i passaggi a livello si alzano con disarmante puntualità al suo passaggio. Nel segno del tecnico di Grugliasco, la squadra non è mai stata sua come in questo momento: tutti stretti attorno a un'idea di gioco, tutti pronti ad accelerare lungo il rettilineo finale della Champions. E non è un caso che a risolvere il match a Parma sia stato un subentrato, Rensch, un gregario intelligente, che ha dimostrato come i potenziali titolari siano diventati più di 11 e che l'attaccamento al progetto "gasperiniano" sia ormai fortissimo. E così il campo e la mano del tecnico hanno avuto il sopravvento su tutti gli altri aspetti e in particolare su quella narrazione secondo cui ad ostacolare il peso decisionale chiesto da Gasp negli ultimi mesi era proprio la filosofia contraria dell'ex senior advisor Ranieri, convinto dal canto suo della necessità di un maggiore equilibrio interno tra le parti a protezione del gruppo dirigenziale. Ed invece, venuti giù il "muro" di Trigoria e il clima da guerra fredda, la squadra si è liberata dalle polemiche e ha preso il volo in appena tre settimane battendo in ordine Bologna, Fiorentina e Parma in un crescendo di entusiasmo: il miglior propellente possibile, peraltro, verso il derby con la Lazio. Come naturale conseguenza della svolta, Gasp incontrerà a stretto giro i Friedkin per mettere su in chiave futura una struttura modellata sulle sue esigenze, come accaduto nelle nove annate all'Atalanta. Un gruppo snello, senza compromessi e figure ridondanti, che sia funzionale ai suoi metodi. Non solo un nuovo ds con cui parlare con la massima empatia e fiducia reciproca, avendo lui stesso più voce in capitolo sulle scelte di mercato, ma anche uno staff medico con cui trovare piena intesa specie nel gestire gli infortuni. Come gli stessi Friedkin che hanno dato lo scossone del 24 aprile separandosi da un totem come Ranieri, anche i tifosi hanno scelto la linea dell'allenatore. E c'è grande curiosità ora da una parte attorno alla volata Champions, ma nel frattempo pure attorno a cosa accadrà il giorno dopo la fine del campionato, quando Gasp sarà già in sala comandi per rinforzare la rosa. Con il pieno controllo tecnico e decisionale che cercava, Gasp potrà indicare quali elementi del nucleo storico potranno proseguire con lui oltre ai fedelissimi Mancini e Cristante. E quali giovani potranno completare la crescita con lui: nella gara chiave della stagione, a Parma, il tecnico non ha avuto paura di rischiare Venturino. Non l'aveva avuta nemmeno quando in Coppa Italia col Toro aveva inserito a gennaio il 16enne Arena, ripagato poi con un gol del baby giallorosso al debutto. Nella nuova era, un mix vecchia guardia e talenti può avanzare senza paura. Con Gasp sempre più al potere.
(gasport)




