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Gasp un po' Barone

10/05/2026 alle 07:54.
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Se è vero che un allenatore, come il vino buono, in molti casi migliora invecchiando, sentirsi tra i più esperti in circolazione non deve infastidire troppo Gasperini, costruttore di gruppi vincenti per professione ma viticoltore per passione. Come amava fare Niels Liedholm, il genio del secondo scudetto, anche Gasp trova tra la Freisa, il Barbera e il Nebbiolo del Monferrato il proprio angolo di paradiso dove rifugiarsi quando le pressioni del calcio rischiano di divorarlo. Oggi pomeriggio, al Tardini, il presente e il passato della Roma s'intrecceranno romanticamente dentro un traguardo che non può essere soltanto personale: 635 panchine in A per Gian Piero, le stesse del Barone. Sembra un segno del destino per l'uomo che ha sulle spalle il futuro della Lupa, ma che del domani non vorrebbe sentir parlare finché il quarto posto resta nel mirino. [...] «Ci sono tante analogie tra mio padre e lui, anche se pensandoci bene nel calcio non sembrano poi molte», disse una volta il figlio di Liedholm, Carlo. È proprio così: uno ha portato la zona in Italia e adorava le squadre che il pallone lo tenevano tra i piedi, l'altro ha rivoluzionato il gioco uomo su uomo e la sfera preferisce andarla a cacciare nella metà campo altrui; il primo guardava alle stelle e alle associazioni zodiacali per assemblare le squadre («la Bilancia è l'intelligenza pratica del centrocampista - diceva - lo Scorpione invece non è secondo a nessuno per determinazione, qualità utile a un attaccante»), il secondo è abituato alla concretezza estrema ed è sempre più convinto che questo gruppo con gli innesti giusti potrà decollare.[...] Anche se il quarto posto, dopo una lunga rincorsa, dovesse sfuggire: «Arriverebbero più soldi, certo, ma il mondo è pieno di società che sanno operare bene sul mercato anche senza risorse così importanti. Di sicuro allenatore e ds devono lavorare insieme, non ognuno per la sua strada». Pur senza nominare mai Massara, il riferimento al ds in uscita è parso evidente. [...] Se servissero ad alzare il livello, sarebbero ben accetti persino i sacrifici. «Koné? Vorrei restasse, ma di fronte a offerte irrinunciabili tutti sono cedibili». Il confronto con Friedkin resta attesissimo: «Tutte le altre questioni, se sarò coinvolto, verranno discusse con la società, che ora è impegnatissima. Quando riterrà opportuno, accelererà su questi temi». Gasp attende Dan come si aspetta la storia che va compiendosi: a braccia aperte.

(Corsport)