Quella con la Roma è una partita che potrebbe durare ben più di novanta minuti. E la sensazione è che il capitolo più interessante verrà scritto solamente dopo il triplice fischio, quando dal campo ci si sposterà al l'interno degli uffici in un'estate che in riva all'Arno si preannuncia foriera di enormi cambiamenti. A salvezza sostanzialmente archiviata, la dirigenza della Fiorentina ha ora di fronte a sé una missione tanto stimolante quanto complessa: dare il via a una vera e propria rivoluzione. Tanti giocatori arriveranno, tanti partiranno. Per la verità, anche a Trigoria si vivono giornate turbolente. Defenestrato Ranieri e con Massara ormai ai margini, Gasperini ha assunto poteri quasi da plenipotenziario, indicando proprio in diversi profili viola i rinforzi ideali per il nuovo corso giallorosso. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono Gudmundsson e Dodo. Ma se per l'islandese quella di Roma sembra più che altro una suggestione, per il brasiliano la pista dell'addio può diventare concreta. L'ex Shakhtar è particolarmente apprezzato da Gasp e per le sue caratteristiche è considerato l'erede ideale di Celik, che potrebbe lasciare la capitale a zero il 30 giugno. Dodo ha un contratto con la Fiorentina fino al 2027 e, fino a ora, tutti i tentativi di provare ad intavolare un rinnovo sono naufragati. Nel caso in cui non dovessero arrivare aperture dall'esterno, quella romana è una pista che potrebbe accendersi rapidamente per scongiurare un addio a zero l'estate successiva. Discorso simile anche per Fortini, corteggiato lungamente nell'ultima finestra invernale proprio dai giallorossi. A frenare le ambizioni dei capitolini, però, è l'alta valutazione: i 15 milioni di euro richiesti sono stati giudicati eccessivi. Ma anche per lui la scadenza del contratto nel 2027 incombe e, con essa, possibili riflessioni in sede di mercato. Ma le mire della Roma non si fermano al campo e si spingono fin dietro la scrivania. E tra i nomi caldeggiati da Gasperini per il nuovo assetto societario è spuntato anche quello di Fabio Paratici. Tuttavia, nonostante il corteggiamento lusinghiero, le ambizioni di Paratici restano saldamente legate al progetto viola.
(La Repubblica Firenze)




