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Per la Champions serve il vero Soulé

07/05/2026 alle 07:25.
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Bene, ma non benissimo. Una frase semplice ma efficace per racchiudere i primi due anni di Soulé alla Roma vissuti tra alti e bassi. Un inizio horror l'anno scorso complice anche la disastrosa parentesi con Juric in panchina, poi la rinascita grazie a Ranieri nella seconda parte. E la stagione in corso iniziata sulla scia positiva di quella passata. Si è caricato sulle spalle la squadra quando Ferguson e Dovbyk faticavano a segnare e prima dell'arrivo di Malen è stato il capocannoniere con sette reti tra Serie ed Europa League alle quali vanno aggiunti anche sette assist. Insomma, le premesse per una grande annata c'erano tutte ma il 2026 - ad oggi - è un anno nel quale ha ballato un tango triste. L'ultimo gol è ancora quello del 10 gennaio col Sassuolo poi lo stop di oltre quaranta giorni causa pubalgia. Un infortunio che gli ha fatto perdere anche le ultime speranze di poter disputare il Mondiale con la sua Argentina.

Da metà febbraio a fine marzo Matias ha vissuto un vero e proprio calvario: allenamenti differenziati a Trigoria e sessioni di camera iperbarica che ancora continua a fare, anche dopo le partite. La condizione, però, non è ancora delle migliori e da quando è tornato (5 aprile a San Siro) non ha mai giocato più di settanta minuti, segnale che il vero Soulé ancora non si è rivisto. Solamente col Pisa ha ritrovato almeno l'assist per Malen e il rimpianto per Gasp è sicuramente quello di non aver mai avuto a completa disposizione loro due e Dybala. Domenica a Parma, però, toccherà di nuovo a lui e il Tardini gli evoca bei ricordi. L'anno scorso il gol vittoria su punizione, talmente bello che qualcuno lo definì alla Maradona ma meglio non toccare i miti. Paragoni eccessivi a parte, da quel momento l'argentino iniziò ad inanellare una serie di ottime prestazioni (3 gol e 5 assist in 13 partite) che scacciarono via le nubi dei mesi precedenti che adesso sono ritornate con forza. L'affetto dei tifosi non manca, ma sono tanti quelli che si aspettavano qualcosa di più soprattutto quando l'asticella si alza. Quindici mesi dopo Matias va a caccia di un'altra svolta. Se fino a poco tempo fa sembrava la colonna sul quale costruire la Roma del futuro adesso non è più così. Il 30 giugno si avvicina e entro quella data il club dovrà realizzare circa 80 milioni di plusvalenze. E nel calderone dei big da sacrificare ci è finito anche lui insieme a Svilar, Koné e Ndicka. [...]

La Premier League ha messo gli occhi su di lui, in particolare Emery che lo vorrebbe con sé all'Aston Villa. I rapporti tra le due società sono ottimi e basta vedere gli affari Bailey e Malen, ma ad oggi ci sono stati solamente dei sondaggi esplorativi, nessun incontro con il procuratore che non ha neanche parlato con Massara. Lo segue anche il Bournemouth di Tiago Pinto oltre a Stoccarda e Dortmund che aveva già formulato un'offerta la scorsa estate ricevendo un secco 'no' da parte della Roma. Ora è cambiato tutto. La base di partenza è di 30 milioni, soldi che i club inglesi non hanno problemi ad investire soprattutto per un ragazzo del 2003 che ha già alle spalle oltre cento partite tra i professionisti. Rimangono tre gare per convincere del tutto Gasperini che non si opporrebbe alla cessione a patto che arrivi almeno un attaccante del suo stesso valore o superiore per non fare un passo indietro. [...]

(Il Messaggero)