C’è ancora tempo. A Trigoria il conto alla rovescia per le cessioni è stato resettato. Il confine del 30 giugno, termine ultimo per generare le plusvalenze imposte dall'Uefa, può essere valicato, ma con i dovuti accorgimenti e la consapevolezza di poter andare incontro a nuove sanzioni. L'unico in grado di sbloccare la situazione, in questo sprint decisivo per le casse giallorosse, resta Soulé. Non c'è il ritorno alla Juventus nel suo destino, ma l'Arabia Saudita. Perché l'Al-Diriyah mette sul piatto circa 35 milioni euro, vitali per il bilancio romanista. L'ingaggio, superiore ai 10 milioni, certo non dispiace al giocatore, che però non ha mai smesso di manifestare dubbi sulle prospettive di carriera garantite dal campionato arabo. L'ok potrebbe arrivare soltanto nei primi giorni di luglio. Per questo Trigoria, nelle ultime settimane, ha studiato un piano b, complici l'atteggiamento di Koné - che ha rifiutato l'Atletico Madrid - e l'importanza di Ndicka, incedibile per il tecnico Gasperini. La proprietà, d'accordo con il direttore sportivo Tony D'Amico, vorrebbe sfruttare una sorta di periodo finestra, da qui al 15 luglio, per vendere in tranquillità e senza pressioni. (...) Niente regali last minute, insomma. Tra i possibili scenari, a Trigoria preferiscono lo spettro delle nuove sanzioni a quello di una cessione dolorosa ma sottopagata. Non va poi escluso che a novembre il club possa discutere con l'Uefa l'avvio di un piano economico correttivo. In ogni caso, non filtra preoccupazione: la Roma è convinta di potersela cavare senza grosse conseguenze. (...) Gasperini non smette di pensare a Greenwood, anche durante le vacanze. Senza dimenticare i rinnovi: Celik è pronto a firmare, Dybala e Pellegrini aspettano segnali. Ma la strada è tracciata: firmeranno tutti. Certo, il mercato in uscita non può essere ignorato. Soulé andrà via, ma non c'è fretta di venderlo nelle ultime ore di giugno. L'idea è di poter chiudere l'accordo con gli arabi nei primi giorni di luglio, così da registrare la cessione in un tempo limite che l'Uefa digerirebbe senza troppi mal di pancia. (...) La proprietà made in Usa sa di poter dialogare con l'organo di controllo di Nyon, che non vuole fare sconti, ma certo potrebbe accettare una nuova intesa. Di sicuro - almeno per ora - non c'è il rischio di esclusione dalle competizioni europee.
(La Repubblica)




