Il pranzo sul mare con Gasperini, il ds D'Amico e tutto lo staff tecnico giallorosso era sembrato l'ultima pausa prima della fumata bianca. E diventato invece il prologo alla beffa.
Meno di ventiquattro ore dopo le foto sorridenti di Santa Severa, la Roma ha visto Crysencio Summerville cambiare rotta proprio quando a Trigoria aspettavano soltanto l'arrivo del calciatore. Il club giallorosso era sicuro di aver fatto tutto il possibile per chiudere l'operazione in giornata. Tanto che era stato prenotato un volo privato che da Rotterdam avrebbe dovuto portare l'olandese nella capitale per visite mediche e firma sul contratto. Quel viaggio non ci sarà: al suo posto è decollato l'assalto dell'Al-Hilal di Simone Inzaghi. Il club saudita ha trovato in poche ore l'accordo con il West Ham: 70 milioni di euro complessivi e un ingaggio da 15 milioni a stagione per il calciatore. Cifre fuori scala per la Roma e impossibili anche soltanto da avvicinare. Summerville, che aveva detto sì al trasferimento in giallorosso, nel pomeriggio di ieri ha fatto dietrofront davanti alla proposta faraonica degli arabi. E il sì atteso dalla Roma si è trasformato così nel terzo grande no di questa estate. Prima Greenwood, finito al Fenerbahce dopo essere stato individuato come il rinforzo principale per l'attacco. Poi Celik, con il rinnovo sostanzialmente definito e saltato dopo l'assalto della Juventus. Ora Summerville, diventato nel frattempo l'obiettivo numero uno di Gasperini e inseguito per giorni fino alla soglia dei 50 milioni. Una cifra importante, la più alta mai offerta per un calciatore nella storia della Roma. Che non è bastata. L'Al Hilal ha superato di trenta milioni la proposta per il cartellino e più che triplicato lo stipendio all'olandese. Grazie, arrivederci. La beffa, però, resta. Ancora una volta, la Roma mostra difficoltà nel trasformare in contratti firmati operazioni avviate e considerate ormai concluse. Da un paio di sessioni i casi iniziano ad accumularsi, da Rios, Zirkzee e Raspadori, fino a Summerville. Tornano lungaggini, tentennamenti e trattative trascinate fino a lasciare spazio all'inserimento di altri club. Nel mercato di oggi, soprattutto davanti a società estere capaci di irrompere con offerte doppie, la rapidità d'esecuzione è diventata decisiva. Incassato il colpo, il mercato della Roma prosegue. Perché come dai mancati acquisti di gennaio è nato l'affare Malen, a Trigoria si sono già rimessi al lavoro per trasformare lo smacco in opportunità. Il primo nome cerchiato in rosso è quello di Nusa del Lipsia, nuova priorità per la fascia. Ma la richiesta del gruppo Red Bull è di 60 milioni. E le pretendenti si chiamano Bayern e Arsenal. Restano vive anche le piste che portano a Moreira dello Strasburgo, Godts dell'Ajax e Schjelderup del Benfica. Ma a Trigoria, e nelle altre sedi romane del mercato giallorosso iniziano a capire che non esistono affari quasi chiusi: esistono solo quelli con i contratti firmati.
(La Repubblica)




